Italia ripescata ai Mondiali: perché ora è spuntata fuori l’ipotesi di un super-playoff
L’Italia può essere ripescata ai Mondiali? Tra regolamenti vaghi, equilibri geopolitici e precedenti limitati, sguazzano le ipotesi di chi vuole riaccendere il dibattito su una possibile presenza degli azzurri alla Coppa del Mondo 2026 in Usa, Messico e Canada. Il copione è sempre lo stesso. L’Italia fallisce l’accesso ai Mondiali e, a distanza di giorni, si parla di fantomatici ripescaggi. Questa volta a rendere il tutto un pochino più concreto è la delicata situazione dell’Iran. La Nazionale di Teheran, qualificata sul campo, non ha ancora definitivamente sciolto le riserve sulla sua presenza negli Usa, mentre la guerra continua e per ora i negoziati con Washington non hanno portato a risultati concreti. In questo scenario si è inserita una nuova suggestione: quella di un clamoroso super–playoff tra alcune Nazionali per stabilire quale Paese occuperà l’eventuale posto lasciato vacante dall’Iran. Ma procediamo con ordine.
L’Iran sceglierà davvero di boicottare i Mondiali?
Il punto di partenza resta la situazione dell’Iran. La guerra scatenata da Usa e Israele contro Teheran, le tensioni geopolitiche mondiali e i problemi legati ai visti per entrare negli Stati Uniti hanno aperto uno spiraglio teorico sulla possibile rinuncia della nazionale asiatica. La federazione iraniana dovrà sciogliere le riserve entro il 12 maggio: in caso di ritiro scatterebbero anche sanzioni economiche, con multe che partono da 250mila franchi svizzeri ma possono arrivare ad almeno 500mila se il forfait dovesse arrivare a meno di un mese dal via dei Mondiali, quindi dopo il 12 maggio. L’Iran aveva proposto di giocare i propri match in Messico: ipotesi bocciata dal presidente Fifa, Gianni Infantino, che però lavora per evitare l’onta del boicottaggio ed è ormai un fedelissimo amico di Donald Trump.
Che cosa dice il regolamento in caso di assenza dell’Iran
Alla base delle suggestioni c’è il regolamento FIFA, che lascia ampi margini di manovra. L’articolo 6.7 stabilisce infatti che, in caso di ritiro o esclusione di una nazionale qualificata, sarà la FIFA a decidere come intervenire, senza criteri vincolanti. Può scegliere una sostituzione diretta oppure adottare qualsiasi misura ritenuta opportuna. Una formula volutamente vaga, che lascia di fatto tutto il potere in mano al presidente Infantino. È in questo contesto che si inseriscono le ipotesi sul possibile sostituto. La più lineare resta quella di una squadra della stessa area geografica: gli Emirati Arabi Uniti sono i principali candidati, in quanto finalisti dei playoff asiatici. Una soluzione che garantirebbe a Infantino di mantenere il sostegno della Confederazione asiatica. La sua politica punta da sempre a mantenere il potere grazie ai voti delle piccole e medie Federazioni: il Mondiale allargato a 48 squadre ne è la plastica testimonianza. L’Italia entra in gioco solo in uno scenario secondario, quello di una scelta sulla base del ranking tra le migliori nazionali eliminate agli spareggi. Ma si tratta di un’eventualità remota, più teorica che concreta. Non solo per ragioni sportive, ma soprattutto per i già citati equilibri politici che la FIFA tende a rispettare.
Perché ora si parla di un super-playoff
E allora perché si parla di un super-spareggio? L’ipotesi è stata rilanciata dal media statunitense The Athletic, autorevole testata sportiva del New York Times. Immagina un mini torneo intercontinentale tra le nazionali escluse dalle finali dei vari playoff, da disputare negli Stati Uniti a ridosso dell’inizio del Mondiale (la prima partita è in programma l’11 giugno). Una sorta di playoff last minute per assegnare il posto eventualmente lasciato vacante dall’Iran.
L’idea non nasce dal nulla. Esiste un precedente recente: nella prima edizione del nuovo Mondiale per Club, organizzato un anno fa proprio negli Usa, l’esclusione del León ha portato all’organizzazione di uno spareggio tra Club América e Los Angeles FC per determinare la squadra partecipante. Un’operazione gestita in tempi rapidi dalla FIFA, che dimostra come soluzioni straordinarie siano possibili.
Proprio questo precedente rende, almeno sulla carta, praticabile anche un super-playoff tra nazionali. A cui l’Italia ovviamente prenderebbe parte. Ma resta un’ipotesi lontana. Servirebbe prima di tutto il ritiro dell’Iran, evento tutt’altro che scontato nonostante le tensioni politiche. E poi una scelta precisa della FIFA, che dovrebbe optare per una soluzione complessa invece della più semplice sostituzione interna alla confederazione asiatica. Senza dimenticare che la Nazionale italiana si presenterebbe a questo fantomatico spareggio senza un presidente federale e con Silvio Baldini ct a tempo. Insomma, siamo nel campo della pura fantasia, ma anche in questo caso una vittoria azzurra sarebbe tutt’altro che scontata.
L'articolo Italia ripescata ai Mondiali: perché ora è spuntata fuori l’ipotesi di un super-playoff proviene da Il Fatto Quotidiano.