Alex Zanardi, dimesso e trasferito in un centro specialistico
Poco più di un mese dopo l’incidente, Alex Zanardi continua a lottare. Piccoli segnali di ottimismo, si vede la luce. Il 53enne campione paralimpico di Castelmaggiore il 19 giugno stava partecipando ad una gara di handbike – «Obiettivo Tricolore», una manifestazione non agonistica – quando è rimasto coinvolto in un incidente lungo la strada 146 nel comune di Pienza, nel senese. Subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva del policlinico Santa Maria delle Scotte di Siena, Zanardi è stato sottoposto a tre delicati interventi chirurgici.
Oggi – dopo aver concluso il programma di sedo-analgesia e appurata la normalità dei parametri cardio-respiratori e metabolici – il campione è stato dimesso e trasferito in un centro per la neuro-riabilitazione in Lombardia, quasi sicuramente in provincia di Lecco.
Sono state settimane segnate dall’angoscia e dall’affetto dei molti italiani – parliamo di un campione trasversale – che in Zanardi riconoscono le qualità dell’uomo – non solo dello sportivo – che ama la vita e la tiene stretta a sé, nonostante gli inciampi. Nel suo percorso umano e professionale Zanardi è diventato suo malgrado un modello, l’eroe che ha trasformato una disgrazia in opportunità, l’uomo che con il suo sorriso, la leggerezza come compagna di vita e la forza di volontà a fare da piedistallo ad ogni impresa, ha saputo indicare un cammino.
Ad assistere il campione nelle ore più cupe e oggi che si intravede una speranza, ci sono la moglie Daniela, che il giorno dell’incidente era al seguito della carovana, e il figlio Niccolò, 22 anni, che su Facebook ha postato foto e parole di amore per il padre.
Proprio le parole di Niccolò – «Io questa mano non la lascio. Dai papà, anche oggi un piccolo passo avanti» – sono state il filo comune e condiviso a cui si sono aggrappati milioni di italiani, dalla politica allo sport, dallo spettacolo alla gente comune. Tutti a fianco di Zanardi.
Sono invece le parole del direttore generale dell’Aou Senese Valtere Giovannini a segnare di fiducia la nuova sfida di Alex. «Mando un grande abbraccio alla famiglia di Alex, che ha dimostrato una forza straordinaria: una dote preziosa che dovrà essere compagna di viaggio fondamentale del nuovo percorso che inizia oggi».
Perché la verità è che dentro una vita ci sono tante vite. Quella di Zanardi è segnata da un «prima» e da un «dopo». Non una, ma due volte. La prima volta è il 15 settembre 2001, quando Alex sul circuito di Lausitzring, in Germania, si salva per miracolo e perde l’uso delle gambe. La seconda è il 19 giugno 2020, quando sulle strade senesi Alex perde il controllo della sua handbike, finisce contro un camion e viene trasferito in condizioni definite fin da subito «gravissime» all’ospedale di Siena, dove come detto viene sottoposto al primo dei tre interventi di neurochirurgia d’urgenza. Alex Zanardi sta lottando perché anche stavolta ci sia un «dopo», il trasferimento al centro di neuro-riabilitazione lombardo è il primo passo di un cammino ancora lungo.