Australia, un donatore di sperma diventa papà per la legge
È stato un verdetto all’unanimità quello dell’a più alta corte di giustizia australiana. Ha deciso che devono essere garantiti i diritti legali come papà a un uomo che era in origine solo il donatore di sperma per la procreazione, ma che poi è stato attivamente coinvolto nella vita della figlia ora 11enne.
L’uomo, al tempo della donazione, non aveva legame affettivo con la madre biologica della ragazzina, ma aveva donato lo sperma con l’intenzione di crescerla insieme a lei. Una corte minore aveva però stabilito che lui era soltanto il donatore di sperma e non poteva avere lo stato di genitore. Ora la corte maggiore ha ribaltato la sentenza a favore del 49enne australiano che è rimasto anonimo come le altre persone coinvolte nella vicenda.
Il caso è circoscritto e non tocca la legge che permette l’utilizzo di un donatore senza che questo possa reclamare diritti sui bambini nati. Un esperto legale ha però detto alla Cnn che bisogna usare cautela nell’utilizzo di donatori di sperma o ovuli e altri hanno aggiunto che potrebbero aumentare le cause per i riconoscimenti del coinvolgimento dei donatori nella vita dei figli. «Nel lungo periodo un tribunale potrebbe non guardare alla situazione fatta al momento della scelta, ma al bene prevalente del minore» ha detto Cassandra Seery, che insegna legge alla Deakin University.
Nel caso in questione il nome del donatore era nel certificato di nascita, ma dissidi con la madre biologica li avevano portati a vivere separati, anche se, si legge nella sentenza, «aveva mantenuto un ruolo attivo nel supporto finanziario, educativo e generale della ragazza».
Quando la madre e il compagno hanno annunciato la volontà di trasferirsi in Nuova Zelanda con la bambina nel 2015, l’uomo ha iniziato l’iter giudiziario per essere riconosciuto come genitore. Adesso arriva la sentenza che riconosce il suo ruolo come superiore a quello del donatore di sperma definendo estremamente «vicina e forte» la relazione con la ragazza.