Rimini, è fallita la discoteca Cocoricò
È finita un’epoca: la società Gruppo Cocoricò srl è fallita. La storica discoteca, simbolo della riviera romagnola, che lo scorso anno aveva festeggiato i 30 anni dall’inaugurazione, ha chiuso i battenti dopo la serata di Capodanno, e lo stop adesso è definitivo. Nelle prime settimane del 2019, la società aveva proposto al Tribunale di Rimini un concordato per evitare il fallimento: la procedura aveva permesso di congelare le aste per i marchi Cocoricò, Titilla e Memorabilia al tribunale di Perugia, Terni e Spoleto. Ma mercoledì è stato pubblicato sul portale dei fallimenti del tribunale di Rimini il nome della società: la richiesta di concordato preventivo non è stata accettata.
I problemi del gruppo, cominciati dopo la morte per overdose di un ragazzo, nell’estate 2015, sono venuti a galla con il mancato pagamento delle tasse, sia all’Erario sia al Comune di Riccione. Nel periodo di Natale il Comune aveva sospeso la licenza alla società che gestiva la discoteca perché non erano state pagate le tasse sui rifiuti. Il versamento di una rata, prima di Capodanno, aveva fatto sì che il gruppo potesse organizzare la festa di San Silvestro. Ma il problema del mancato pagamento si è ripresentato anche nei primi mesi del 2019: il Comune ha sospeso per altri tre mesi la licenza.
Intanto la Guardia di finanza ha eseguito un sequestro nei confronti del locale per oltre 800 mila euro, l’equivalente delle imposte evase tra il 2015 e il 2016. E i marchi sono andati all’asta dopo che il dj Gabry Ponte ha rivendicato per un debito di circa 200mila euro.
Il prossimo 25 ottobre si terrà la prima udienza fallimentare dove si costituiranno i vari creditori capeggiati dall’Agenzia delle Entrate.