L’importanza di saper dire «grazie» sul posto di lavoro
Meglio non lesinare i grazie sul posto di lavoro: dirli e riceverli permette di migliorare una lunga serie di parametri psico-fisici delle persone coinvolte. Potere della gratitudine, è il caso di dirlo. Pensate che secondo una nuova ricerca condotta dalla Portland State University, essere ringraziati in ufficio per il lavoro che si è fatto (ma anche per inezie come prestare una penna o portare un caffé a un collega) produce una qualità del sonno migliore, un minor numero di mal di testa e, a sorpresa, una dieta più salutare ed equilibrata anche lontano dal posto di lavoro.
I GRAZIE FANNO BENE
Lo stesso studio ha dimostrato che con i grazie vale la regola del «more is more», vale a dire che più se ne dicono, più ne torneranno indietro. Un bel circolo virtuoso che fa sorgere spontaneamente una domanda: come sviluppare il potere della gratitudine in ambito lavorativo (spesso poco propenso ai grazie e più incline a silenzi e rancori)? Secondo la psicologa e psicoterapeuta Serenella Ricci, «il problema è che in un mondo perennemente di corsa, dove vincono le dinamiche di individualismo e narcisismo, la gratitudine tende a essere una dote sottovalutata e dimenticata. E invece ha un forte impatto positivo. Non solo aiuta a mantenere buoni legami sociali, che siano rispettosi del tempo e dell’impegno dell’altro e che siano improntati sulla reciprocità, ma serve anche a sottolineare l’importanza imprescindibile dell’altro. Se io ringrazio qualcuno, sto riconoscendo a quella persona un ruolo importante per me e sto anche capendo e accettando a livello inconscio di aver bisogno dell’altro».
Nella gallery i consigli dell’esperta per allenarsi con i grazie al lavoro, più gli errori da evitare. In palio molta serenità, togliendo freddezza ai rapporti tra colleghi.