Thiago e Montolivo, frana a centrocampo: Conte corra ai ripari
Mettiamola così. Meglio perdere in amichevole dopo 25 anni, che al prossimo Europeo. Ma se la serata di Monaco fosse da prendere alla lettera, povera Italia.
La Nazionale di Conte, a tratti brillante con la Spagna, va incontro a una storica punizione contro i tedeschi, tradizionale bersaglio del calcio azzurro. I campioni del mondo in carica sono sempre padroni del campo e sfruttano a dovere ogni errore della difesa italiana (clamoroso quello di Darmian e Florenzi sul secondo gol tedesco).
E qui per la squadra di Conte arriva il tracollo: gol presi in contropiede, un calcio di rigore procurato da Buffon, un infortunio che appieda Bonucci e tiene sulle spine anche la Juve per lo scorcio finale del campionato. Come si spiega un tonfo così clamoroso una secca volta a U dopo la buona prova di Udine? La Germania non ha il morbido approccio della Spagna, prende l’Italia alla gola con il pressing e non la molla più.
Le fonti di gioco azzurre sono due centrocampisti di buon tocco come Montolivo e Thiago Motta, ma entrambi hanno movenze pachidermiche e lentezze che costano care. Soprattutto sparisce ogni filtro davanti a una difesa già arrangiata per le molte assenze. Con la squadra spezzata nel mezzo, anche il giovane trio d’attacco Zaza-Insigne-Bernardeschi combina poco o nulla e solo lo scugnizzo napoletano ha qualche accensione degna di nota.
A tre mesi dall’Europeo questo 4-1 pesa come un macigno sulle spalle di Conte, ma può spingerlo a scelte definitive e importanti per i ruoli di centrocampo dove Verratti e Marchisio sono imprescindibili per dare corpo a un reparto equilibrato. Complicata anche la gestione del 3-4-3 che impone qualità fisiche e podsitiche fuori del comune. Meglio il vecchio e collaudato 3.5-2: con la grinta del miglior Conte e una squadra degna di questo nome. L’Italia di Monaco non lo era.