«Non era Chiara Poggi la ragazza di cui si era invaghito Sempio»
Garlasco. «Non era Chiara Poggi la ragazza di cui Andrea Sempio aveva scritto con il nick Andreas, anni fa su un blog, di essersi invaghito tra i 18 e i 20 anni, bensì una ragazza che all’epoca era più giovane di lui: la conoscevo, io e Andrea eravamo nella stessa compagnia di amici». A tracciare il quadro è Angela Taccia, avvocata e amica di Andrea Sempio ora unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Delitto per il quale è tuttora condannato in via definitiva a 16 anni l’allora fidanzato Alberto Stasi. Però secondo i pm di Pavia che indagano da oltre un anno su Sempio, Stasi non era sulla scena del crimine nella villetta di via Pascoli. Tanto che la sua difesa vuole chiedere la revisione del processo che nel 2015 portò alla condanna definitiva dell’oggi 43enne.
La ragazza misteriosa
Ma chi era quella ragazza di cui parlava Sempio sul forum “Italian seduction club” in cui scrisse dal 2009 fino al 2016, appena prima della prima indagine a suo carico? «Per ora non diremo l’identità - aggiunge l’avvocata Taccia -. Tendenzialmente non vorremmo coinvolgerla in questo procedimento». Sempio nel blog, rilanciato dalla rivista Mow, aveva scritto tra il 2009 e il 2016 circa 3mila post, ora ne sono stati rilanciati alcuni con contenuti violenti e di disprezzo per le donne. Il post più dibattuto, però, è quello in cui scriveva che «l’unica volta in cui mi sono innamorato (da cui poi è nata una one-itis di quasi 2 anni ) è capitato in un momento oscuro della mia vita. Tra i 18 e i 20», ovvero nel periodo del delitto di Chiara Poggi. Sempio, classe 1988, infatti aveva 19 anni il 13 agosto 2007. In quel post parla di una “one-itis”, postilla che mischia inglese e greco antico. Ma cosa significa? «L’ossessione emotiva o romantica verso una sola persona. Chi ne soffre tende a idealizzarla, a pensare che sia l’unica possibile e a non considerare altre relazioni. È un termine usato soprattutto online per descrivere un attaccamento eccessivo e poco equilibrato in ambito sentimentale».
Se questa è la definizione, diverse sono le interpretazioni. Ad esempio la difesa di Sempio parla «di una cotta giovanile», continuando ad escludere che fosse per Chiara Poggi. Va anche inquadrato il momento, tornando indietro all’estate di 19 anni fa. La compagnia di Taccia e Sempio, in cui c’era anche Marco Poggi fratello di Chiara, era un gruppo di 18enni o poco più che frequentavano la birreria Fiore di Garlasco o lo Sherwood di Nicorvo e come discoteca il “pogo” da Pepe a Garlasco. Luoghi diversi rispetto a Chiara ed Alberto, che erano studenti universitari (lei si era appena laureata) e uscivano spesso da Garlasco, come la vacanza a Londra in cui Chiara raggiunse Stasi proprio il mese prima del delitto.
«Compagnie completamente differenti, all’epoca la differenza d’età era netta» ricorda Taccia. Andrea Sempio, intanto, mercoledì alle 10 sarà in procura a Pavia per la prima volta di fronte ai pm che da un anno indagano su di lui accusandolo di essere l’unico autore «con odio per motivi abietti» del delitto di Chiara, «uccisa con almeno 12 colpi di un corpo contundente e colpita anche dopo che era incosciente». Una furia causata, secondo i pm, da «un rifiuto sessuale della vittima». Sempio nega di essere il colpevole, ma deve ancora decidere se rispondere mercoledì ai pm. «Sceglieremo all’ultimo» hanno spiegato i difensori Angela Taccia e Liborio Cataliotti.