«La scuola non si è mai fermata»: il flash mob del Golgi, chiuso da un mese e mezzo per tracce di amianto
Broni. Si sono trovati in un centinaio, tra studenti, docenti e personale, ieri pomeriggio, nel cortile del liceo “Golgi” di Broni per dire a tutti che «la scuola non si è mai fermata».
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Successo per il flash mob che il Golgi Social Team ha deciso di organizzare a un mese dalla chiusura della scuola per il ritrovamento di tracce di amianto, pur sotto la soglia, nel cantiere per l’ampliamento del vano ascensore.
La mobilitazione
Un cartello con la scritta “Il liceo siamo noi”, la stessa frase urlata per tre volte dal gruppo sul campo da basket esterno della scuola. «Parlando con gli studenti di quinta, rappresentanti di istituto e della consulta provinciale, abbiamo deciso di proporre questa iniziativa per ribadire sia alla comunità scolastica che all’esterno che questa scuola non si è mai fermata nonostante sia ormai chiusa da oltre un mese» ha detto Enrico Corti, docente del Golgi e referente del Golgi Social Team.
Corti, spiegando il motivo della mobilitazione, a cui erano presenti anche il preside Roberto Olivieri e il vicepreside Andrea Defilippi oltre ad un nutrito numero di docenti, ha ricordato che «la scuola è fatta di persone, quelle persone che la vivono e ci lavorano quotidianamente - ha aggiunto -. Mi faccio ispirare dagli antichi, che dicevano che le città non sono fatte solo di m ura. Allo stesso modo, la scuola si può fare anche senza l’edificio scolastico, perchè la scuola siamo tutti noi, studenti, docenti e personale».
Corti ha poi sottolineato che non si tratta di un’iniziativa «contro qualcuno o qualcosa» e che non si vuole entrare nel merito della vicenda che ha coinvolto il liceo: «Ci sono delle indagini in corso, siamo in attesa che chi è preposto trovi delle soluzioni per noi» ha detto ancora il professore. Il video realizzato da studenti e docenti ora sarà fatto circolare sui canali social del liceo “Golgi”, in modo che possa essere condiviso il più possibile. Così come sui social, ormai da diversi giorni, il liceo sta pubblicando le attività in corso, nonostante la chiusura della scuola.
«Oltre alle lezioni in didattica a distanza, che sono partite subito per garantire ai ragazzi il diritto allo studio, abbiamo continuato a proporre quelle attività extracurricolari e quei progetti che erano già stati programmati» ha concluso Corti.
Soddisfazione anche da parte degli studenti, che si sono ritrovati per un momento di socializzazione dopo tanto tempo: «Siamo molto contenti di questa presenza, non ci aspettavamo così tante persone - dicono Nadia Bubeqi, Linda Scagni e Andrea Rezzani, rappresentanti di istituto e di Consulta -. Noi studenti di quinta, dopo i primi giorni in Dad, siamo andati in presenza al Faravelli di Stradella, ma i nostri compagni più piccoli sono a casa da oltre un mese e la mancanza di socialità inizia a farsi sentire. Per questo è stato bello questo momento in cui ci siamo potuti ritrovare insieme dopo tanto tempo».
I ragazzi hanno ribadito il senso dell’iniziativa: «La scuola non si è mai fermata, perchè il liceo siamo tutti noi» dicono con orgoglio.