Il Club Italia resta in Serie A2, la Lega Volley attacca la Federazione. Cos’è successo e le parole di Fabris
Mauro Fabris si è tolto un sassolino dalla scarpa durante Effetto Volley, programma di approfondimento di Sport Web Sicilia. Il Presidente della Lega Pallavolo Serie A femminile si è infatti soffermato sulla decisione della Federvolley di fare rimanere il Club Italia in Serie A2 nonostante la retrocessione avvenuta sul campo, facendo leva sul diritto di poter conservare il diritto di partecipazione indipendentemente dal risultato conseguito durante l’annata agonistica.
Secondo la versione fornita da Fabris, la decisione sembra essere avvenuta senza un confronto e venendo comunicata esclusivamente tramite la pubblicazione delle linee guida per il 2026-2027. Da qui l’amarezza manifestata da Fabris: “Ci serve l’aiuto della Federazione. Per definire percorsi condivisi di crescita. Ma a volte scattano vecchi riflessi frutto di logiche incomprensibili e appunto chiuse sul “particulare”. Ad esempio, eravamo finalmente arrivati per l’A2 a ridurre a 16 squadre il prossimo Campionato, grazie anche alla nascita dell’A3 a cui il Presidente Manfredi ci ha chiesto di dare una mano, dopo anni in cui combattevamo contro i doppi gironi, le classifiche avulse, la definizione di meccanismi complessi per playoff e play out. Nella Guida Pratica 2025/2026 erano chiaramente indicate le condizioni che ci avrebbero portato a 16 squadre. E le nostre Società finalmente avevano iniziato a pianificare una Stagione più semplice da gestire“.
Il Presidente della Lega Volley giunge al punto: “Ma sabato notte, senza preavviso, senza consultarci, tradendo ogni intesa è stata pubblicata la Guida Pratica 2026-27 che prevede la presenza del Club Italia, retrocesso sul campo, ancora in Serie A2, nonostante le ripetute rassicurazioni federali e dello stesso Velasco che la squadra federale avrebbe partecipato all’A2 come le altre Società, accettando il risultato del campo. Anche retrocedendo, o passando in A1 se promossa. Ora si fa mancare quella necessaria, leale e trasparente collaborazione che serve a crescere. Oltre che a rispettare il lavoro e i sacrifici dei nostri Club!“.
Mauro Fabris ha poi proseguito: “L’ecosistema pallavolo femminile italiana di vertice, Nazionali comprese, sta in piedi perché i Club lo mantengono tutto l’anno, anche se le giocatrici sono a disposizione delle proprie Società soltanto 6 mesi. Perché le regole attuali impongono che per 6 mesi siano a disposizione delle Nazionali. Con i rischi per la loro integrità e salute a carico nostro. Per questo da tempo chiediamo alla FIVB e alla CEV più spazio per i nostri campionati. Il Club Italia è un costo anche per le nostre Società ma a noi va bene perché ci crediamo e crediamo che sia utile a formare le campionesse del futuro: ma allora abbiamo bisogno anche di avere meno obblighi su straniere, calendari e soprattutto che vengano compresi gli sforzi di chi tiene in piedi il movimento“.