“Sono morta per 13 minuti. Vedevo il mio corpo coperto con un lenzuolo, poi è arrivato un angelo. Mi ha detto che c’era una missione che mi aspettava, per questo sono tornata sulla Terra”: la storia di Nicole Kerr
Pochi istanti di terrore prima dell’impatto fatale, il corpo sbalzato fuori dall’abitacolo e lo schianto al suolo. Poi, il buio. Anzi, la luce. Nicole Kerr aveva solo 19 anni quando un terribile incidente stradale le è quasi costato la vita, o meglio, gliel’ha temporaneamente tolta. I soccorritori la trovarono “accartocciata come un pezzo di carta” e, constatandone il decesso, ne coprirono il corpo con un lenzuolo. Per 13 lunghissimi minuti, Nicole è stata clinicamente morta. Eppure, in quell’arco di tempo che separa la vita dal nulla, la donna — che oggi ha 62 anni — ha vissuto un’esperienza di pre-morte (NDE, Near-Death Experience) che ha sconvolto e ridisegnato per sempre la sua percezione dell’esistenza terrena e di ciò che ci attende oltre di essa.
Il dramma si è consumato in Colorado. Nicole, da poco entrata nell’Accademia dei Cadetti dell’Aeronautica Militare, viaggiava a bordo di una Corvette a folle velocità. Secondo il suo racconto, il conducente perse il controllo del veicolo dopo che lei aveva respinto le sue avances, finendo per schiantarsi con l’auto contro un enorme masso. Entrambi gli occupanti furono sbalzati fuori. Mentre il personale medico tentava inutilmente di rianimarla, la coscienza di Nicole si separò dal corpo fisico: “Ero consapevole del mio corpo e osservavo i paramedici che lavoravano su di me”, ha raccontato al New York Post. “Ho guardato mentre tiravano la coperta sul mio corpo, ma provavo un distacco che mi sembrava del tutto naturale”. La paura e il dolore dello schianto, che le aveva provocato fratture multiple, il bacino frantumato e gravi traumi alla testa e al petto, erano svaniti: “Fasci di una luce bianca e brillante mi hanno inondata da ogni lato. Hanno avvolto ogni parte del mio essere e mi sono sentita in uno stato di totale beatitudine. Invece del dolore dell’impatto, provavo solo una pace profonda”.
Nel racconto della donna, il viaggio verso la luce non è stato solitario: “Fui accolta da un angelo”, ricorda Nicole, “e realizzai che era il mio defunto nonno”. Quell’incontro si è rivelato un momento di profonda epifania spirituale: “Mi ha mostrato che la vita che stavo conducendo non era davvero la mia. Avevo scelto l’Accademia solo per compiacere mio padre. Vivevo in uno stato costante di paura cronica, cercando di adattarmi a un modello militare che non era in sintonia con la mia anima. Sopprimevo il mio spirito per sopravvivere e cercare l’approvazione degli altri. Nella luce, tutto quel peso si è sciolto”.
Il miracolo clinico si materializzò quando un paramedico fuori servizio tentò un’estrema manovra di rianimazione, suscitando una lieve reazione pupillare. Il cuore di Nicole riprese a battere. Ma il suo calvario era appena iniziato. Due settimane dopo il ricovero, la diciannovenne sviluppò una gravissima forma di sepsi associata a cancrena. I medici prepararono i genitori al peggi:. “Fui portata d’urgenza in sala operatoria e il mio cuore si fermò di nuovo“, ha rivelato. Durante quel secondo arresto cardiaco, Nicole sostiene di essersi ritrovata nuovamente immersa nella luce bianca: “Questa volta un altro angelo mi ha accolta, dicendomi che il mio lavoro sulla Terra non era ancora finito. C’era una missione che mi aspettava”.
Il suo cuore ripartì pochi secondi prima di essere dichiarata nuovamente morta. A tre mesi di distanza, il copione si ripeté una terza volta: un accumulo di liquidi nei polmoni le causò un soffocamento quasi fatale, accompagnato da un’altra esperienza di pre-morte in cui le fu intimato di tornare indietro. Per decenni, Nicole ha custodito questo segreto: “Per anni ho esitato a condividere la mia esperienza, per paura di essere incompresa o etichettata come pazza”, confessa. Oggi, a 62 anni, ha deciso di rompere il silenzio, spinta dalla scoperta di altre persone che hanno vissuto fenomeni simili: “La morte non è la fine, ma solo l’inizio. Siamo tutti esseri immortali che stanno vivendo un’esperienza fisica temporanea”. La missione che le fu assegnata “dall’altra parte” è oggi il suo scopo di vita: “Sono tornata per dire alle persone che sono amate oltre misura e per aiutarle a guardare a Dio e al Paradiso senza paura. Dico a tutti di non temere la morte, in modo da poter vivere pienamente questa vita prima di passare alla prossima”.
L'articolo “Sono morta per 13 minuti. Vedevo il mio corpo coperto con un lenzuolo, poi è arrivato un angelo. Mi ha detto che c’era una missione che mi aspettava, per questo sono tornata sulla Terra”: la storia di Nicole Kerr proviene da Il Fatto Quotidiano.