“Quando lo senti mh mh mh mh, dopo un minuto e mezzo ti rompi i coglioni”, “Non si imitano gli altri artisti”: Boschetto de Il Volo critica e imita Bad Bunny ospite da Cattelan
Alessandro Cattelan (impegnato in tv alla corte defilippiana quando, senza dubbio, meriterebbe di più) è alla guida un podcast che si chiama Supernova. La sua conduzione è, di solito, dieci spanne sopra quella di tanti altri podcaster. Con Il Volo, però, non è andato proprio tutto liscio. “A proposito di reggaeton, – inizia a riflettere proprio il conduttore, a un certo punto della lunga chiacchierata – ho avuto una discussione con Walter (Proserpio, uno degli autori, ndr) qualche tempo fa e ne sono uscito come un vecchio“. Che avrà detto mai Alessandro, che certo vecchio non è? Continua: “Ho visto l’half time show di Bad Bunny e l’ho trovato un bellissimo spettacolo a livello coreografico e tutto quando ma mi sono proprio reso conto che non capisco l’attrattiva della sua esibizione… Per dire, quando a un certo punto usciva Lady Gaga, che mi piace ma non sono proprio un fan, dicevo ‘oh che bella roba’, quando ha cantato Ricky Martin lo stesso, tutto il resto della perfomance io non l’ho proprio capita…”. “Il modo che ha di cantare“, suggerisce quindi uno degli autori da un ‘dietro le quinte’ sempre in collegamento con l’arena.
Le parole di Cattelan sono un assist per Ignazio Boschetto: “Parli di Lady Gaga che è una che canta qualsiasi cosa…”. Ancora Cattelan: “Però Bad Bunny è il più ascoltato al mondo…”. E riecco Boschetto: “Stiamo parlando di uno che è al top mondiale però quando lo senti mh mh mh mh, dopo un minuto e mezzo ti rompi i coglioni“. Cos’è quel “mh mh mh”? Il tentativo del membro del Il Volo di imitare Bad Bunny.
E Cattelan che fa? Torna sul punto: “Ho trovato un po’ questa questa cosa qua, sono comunque di base affezionato alla voce e al canto”. Verrebbe da dirgli, a questo punto, di ascoltare altro e lasciare l’artista urban latino lì dove sta, sicuramente bene anche con un seguace in meno. Per fortuna gli altri due de Il Volo capiscono al volo dove si stanno cacciando e Barone smorza: “A me, in generale, tutto quello che c’è intorno a Bad Bunny, quello che ha costruito lui, perché secondo me lui è un enorme imprenditore di se stesso, a me piace, a me arriva”. Così anche Ginoble: “A prescindere dai gusti personali, ha creato un personaggio che in un momento storico, in America adesso la situazione è delicatissima e lui è stato la voce di tutti i latino americani”.
Niente, l’impatto simbolico non entra nella discussione perché Cattelan ci tiene a precisare che sta “ripensando sempre al fatto della voce, in realtà l’anno prima quella di Kendrik Lamar mi ha fatto impazzire“. C’è pure un passaggio dove si cita Bruno Mars ma si perde il senso, fino a che Barone non fa a Cattelan la domanda giusta: “Ma a te Bad Bunny, fuori dal Superbowl, piace?“. Risposta: “Non l’ho mai ascoltato tanto proprio per questa cosa, sono andato ad ascoltarmelo prodotto, sul telefono, in cuffia, si mi piace, me lo ascolto volentieri. Dal vivo era eh eh, eh ah eh”. Cos’è quel “eh eh, eh ah eh”? Un tentativo di trascrizione dell’imitazione che il conduttore fa dell’artista. E riecco che Boschetto s’accoda, imitandolo anche lui. “Non si imitano gli altri artisti“, interviene Ginoble tra il serio e il faceto. Ginoble, che con Barone ha provato a evitare le decine di critiche social arrivate dopo questa chiacchierata. Invano.
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