Solidarietà al Papa: Meloni condanni le azioni di Trump, non solo le bestemmie
Solo dopo nove ore la presidente Meloni e Salvini hanno balbettato qualche parola di solidarietà con Leone e preso timidamente le distanze da Donald Trump. Purtroppo per loro non si tratta di biascicare qualche rosario e rassicurare il Papa; qui non sono in discussione solo le bestemmie di Trump, ma le sue azioni. Quelle del presidente americano e del suo vice, JD Vance, non sono parole dal “sen fuggite”, ma discendono da una lunga serie di assalti e provocazioni iniziate contro Papa Francesco e contro le sue encicliche, ritenute destabilizzanti sul piano etico, politico, sociale, economico. Le preghiere a Lampedusa, la lavanda ai piedi degli ultimi della terra, la sottrazione del nome di Dio ai nuovi crociati, la difesa della terra dai predatori, l’accoglienza e l’abbraccio verso chi fugge da guerre, fame, torture, sono tra le ragioni di una rottura che ha avuto una lunga gestazione.
Dopo l’elezione di Leone vi è stata una breve tregua, dovuta alla illusione di aver cancellato Francesco, di aver messo sotto tutela il Conclave, e di aver posto sotto controllo persino la Santissima Trinità, denotando, ancora una volta, la volgarità e l’improvvisazione che ispirano ogni azione del governo Trump. Da allora si è intensificato il genocidio a Gaza, le violazioni del diritto internazionale, i bombardamenti su Beirut, lo scontro con l’Iran, una civiltà da distruggere, per citare il presidente Usa.
Si aggiunga il deliberato attacco alle organizzazioni internazionali, al mutilateralismo, alle agenzie di solidarietà e di soccorso. Quanto di più lontano si possa immaginare non solo da Leone, ma anche dalla dottrina sociale della Chiesa!
Le bestemmie di queste ore hanno avuto una lunga preparazione e non saranno facilmente esorcizzabili. Siamo entrati in una nuova stagione nel rapporto tra gli imperi e la Chiesa cattolica. Chi vuole davvero prendere le distanze deve condannare non le parole, ma le azioni. Le bestemmie, quelle più terribili, albergano nelle mani grondanti di sangue, nelle stragi, nel riarmo, nella negazione del diritto internazionale, nel disprezzo per le vite umane, nella alleanza tra Trump, Putin, Netanyahu… sempre e da sempre sostenuta dal governo Meloni.
Basta riguardare il video di sostegno a Orban oppure quello nel quale la presidente Meloni invocava per Trump il Nobel per la pace. Atti e scelte che hanno contribuito a rafforzare Trump e a ad esaltare i suoi peggiori istinti. Chi vuole davvero voltare pagina non deve pronunciare parole di solidarietà, ma rompere con le azioni di chi ha condotto il mondo oltre quella “Terza guerra mondiale a pezzi” profetizzata da Francesco.
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