Lorenzo Musetti riparte da Landaluce, grande speranza spagnola non ancora mantenuta
Lorenzo Musetti torna in campo a Barcellona, e lo fa cercando nuove sensazioni positive. Dopo l’infortunio che lo ha fermato a un passo dal battere Novak Djokovic, dall’andare in semifinale agli Australian Open e dal diventare numero 3 del mondo in un sol colpo, il toscano non è riuscito a vincere in nessuno dei due incontri che ha disputato dopo il recupero fisico.
Se, però, la forma era chiaramente mancante contro l’ungherese Marton Fucsovics a Miami, le cose erano diverse a Montecarlo, perché si è trattato di un Musetti nettamente migliore sul centrale del Country Club. Il problema è che si è trovato davanti la versione più ispirata di Valentin Vacherot, con il monegasco che si è regalato il suo secondo più grande torneo della carriera (il primo resta senza tante storie Shanghai 2025).
Stavolta per il carrarino, sceso nel frattempo al numero 9 ATP, dall’altra parte della rete c’è Martin Landaluce. Carriera un po’ particolare, quella del ventenne madrileno. Vincitore degli US Open 2022 a livello junior, era stato visto da molti come destinato a una rapida esplosione. Non è accaduto, e per lungo tempo ha faticato a uscire dalle sabbie mobili costituite dal circuito Challenger, ma i recenti quarti di finale, ottenuti passando dalle qualificazioni a Miami, lo hanno spinto vicinissimo alla soglia dei top 100 (numero 101 per la precisione).
Lo si è rivisto in campo a Monza, dove è stato fermato in semifinale nel locale Challenger dal belga Raphael Collignon. E ora ci riprova là dove già aveva ricevuto una wild card nel 2024 (l’ultima edizione di Barcellona a 48 giocatori), quando fu sconfitto dal dominicano Nick Hardt in rimonta. Nel 2025 gli fu concesso un invito per le qualificazioni, ma fu fermato subito da Gabriel Diallo quando ancora nessuno avrebbe potuto immaginare che il canadese si sarebbe spinto fino ai quarti di Madrid pochi giorni più tardi.
Una sfida, questa, che indubbiamente avrà per Musetti il valore di una nuova ricerca di fiducia in una situazione che, forse, potrà metterlo più a suo agio: l’avversario, è vero, è in fiducia, ma non è uno che aveva letteralmente il fuoco negli occhi come lo aveva Vacherot a Montecarlo. A Lorenzo servono partite, e non per i discorsi di classifica, bensì per quelli di capacità di ritrovare il ritmo giusto, la prima cosa a cui pensare. Anche perché, in caso di successo, c’è Corentin Moutet, con tutto quello di cui è capace il francese anche all’interno dello stesso match.