Rosy Bindi a La7: “Silvia Salis dopo solo un anno da sindaca è già pronta a guidare l’Italia? Sono esterrefatta”
“Vi confesso che continuo ad essere un po’ esterrefatta, meravigliata, non lo so”. Così Rosy Bindi commenta a In Onda (La7) l’emergere del caso Silvia Salis come possibile nuova leader nazionale del centrosinistra: l’ex campionessa olimpica, eletta sindaca di Genova lo scorso maggio, in un’intervista rilasciata a Bloomberg, ha aperto alla possibilità di candidarsi come premier o leader dell’opposizione contro Giorgia Meloni.
L’ ex ministra della Sanità nei governi Prodi, già presidente della Commissione Antimafia e figura di lungo corso nel Pd (anche se da anni critica verso la linea attuale del partito), interviene nel talk di La7 con toni di stupore e perplessità di fronte al “toto-nomi” che agita il campo largo dopo la vittoria del referendum.
Bindi riconosce il valore della vittoria di Salis (“Sono molto contenta che abbia vinto Genova, è sicuramente una grande risorsa“), ma esprime un misto di ammirazione e stupore: “Mi impressionano molto queste investiture, questa ricerca spasmodica del salvatore o della salvatrice e qualche volta anche la disponibilità di persone che fino a un anno fa erano campionesse sportive che poi vincono le elezioni a Genova. Addirittura dopo un anno che fanno i sindaci sono disponibili a guidare un paese in un momento drammatico come questo“.
L’ex ministra invita il campo largo a cambiare priorità: “Io mi aspetto dal centrosinistra, soprattutto dopo il risultato del referendum, uno scatto intorno al programma, al progetto, alla capacità di comunicare al Paese della forza dell’alternativa”. Secondo Bindi, invece di perdersi nel toto-leader, primarie e nomi, la sinistra dovrebbe concentrarsi sui problemi reali del Paese (“Oggi l’Italia sta vivendo problemi drammatici in un contesto internazionale che sicuramente vedrà i nostri problemi aggravarsi”) e fare un’opposizione seria alla riforma elettorale del centrodestra, definita “un premierato mascherato”.
“Proviamo a vedere se il centrosinistra è in grado di costruire un programma e una coesione vera e dopo magari individuiamo anche la persona, le persone, la squadra che può aiutarci», conclude Bindi, sottolineando che l’ossessione per il “capo” rischia di distrarre da ciò che davvero serve agli italiani.
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