“Siamo abituati alle ingiustizie da dieci anni”: la madre di Regeni commenta il mancato finanziamento al docufilm
“A queste ingiustizie ci siamo abituati da dieci anni”. La madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, commenta così il mancato finanziamento del documentario sul ricercatore assassinato dieci anni fa in Egitto. E lo fa dal palco dell’Università Statale di Milano dove questa mattina insieme al marito Claudio e alla legale Alessandra Ballerini ha presentato il film “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” prodotto da Fandango e Ganesh. Una proiezione speciale nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo e che coinvolgerà 76 università e quindicimila persone.“Noi sapevamo di striscio che c’era stata questa richiesta di fondi – ha spiegato Deffendi – quando lo abbiamo saputo, ci è dispiaciuto per chi ha investito, per chi ci ha messo veramente il cuore, l’anima e la testa. Il nostro più grande dispiacere è stato proprio questo”.
Il documentario, diretto da Simone Manetti e scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, ricostruisce attraverso testimonianze e immagini d’archivio i depistaggi, le omissioni che in questi dieci anni la famiglia Regeni ha dovuto affrontare nel tentativo di arrivare a una verità processuale. Per la rettrice dell’Università degli Studi di Milano Marina Brambilla si tratta di “un documentario necessario, di cultura e resistenza civile perché contribuisce a mantenere viva la memoria”. Per questo motivo, la scelta di non finanziarlo è “incomprensibile” per la senatrice a vita Elena Cattaneo “del restole dimissioni di alcuni membri sono un’ulteriore controprova che qualcosa di storto è successo”.
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