“Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato”, il racconto della compagna dell’uomo ucciso davanti al figlio
Morto non per avere battuta la testa, ma per i colpi ricevuti in sequenza. “È morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato. A quel punto e solo a quel punto sono scappati. Nel frattempo sono arrivate alcune persone a capire cosa stava succedendo. Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: ‘Babbo, alzati. Per favore alzati’. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra”. Sono le parole di Sara Tognocchi, compagna di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nella notte di sabato in piazza Felice Palma a Massa. Una vicenda su cui sono in corso accertamenti, dopo il fermo di due ventenni e un minorenne, ma che la donna ricostruisce con lucidità e fornendo una testimonianza leggermente diversa dalla prima ricostruzione: “Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto, è morto per le botte”.
Nell’intervista concessa al Corriere della Sera, Tognocchi, anche lei 47enne, ricostruisce l’accaduto: “Sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, c’era anche mio fratello Gabriele con suo figlio. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21.30. In piazza Palma c’era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto ‘ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male’. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente perché nostra madre ci ha insegnato l’educazione”.
Questo gruppetto – la prima ricostruzione diceva 4-5 ragazzini – ha “circondato mio fratello e poi il mio compagno. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra. Io ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto. Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte”. Sara e Giacomo si erano conosciuti tre anni fa e nel prossimo mese di luglio si sarebbero sposati. “Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso”. Bongiorni era conosciuto in città per il suo carattere gentile e la sua passione per il calcio. Aveva militato fino al 2012 nel San Vitale Candia, società che lo ha ricordato con parole di affetto, definendolo “un ragazzo d’oro, educato e solare”.
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