La rivoluzione “veloce” di Renault Twingo, tra design iconico e sviluppo da record
Con un progetto francese realizzato con tempi (e innovazioni) cinesi, Renault ha sviluppato la nuova Twingo, rinata ad una velocità da primato per essere esclusivamente 100% elettrica e ispirata esteticamente al modello originale. Nessuna auto con le insegne della Losanga è arrivata così velocemente all’industrializzazione, ossia in 100 settimane, “due volte più rapidamente rispetto ai classici modelli elettrici”, naturalmente nel rispetto degli standard di qualità del Gruppo.
L’operazione punta a valorizzare anche la stessa Europa, dove avviene la produzione e da dove arrivano ad esempio i 38 kg di acciaio a basso tenore di carbonio proveniente da forni ad arco elettrico, composto in una proporzione del 75% da materiali derivanti dall’economia circolare, consentendo così di evitare l’emissione di 2.850 tonnellate di CO₂. La fabbrica si trova in Slovenia, a Novo Mesto, nei cui pressi hanno la loro sede anche molti fornitori.
Il costruttore ha stimato che il 75% dei clienti della Twingo E-Tech Elettrica si troveranno a meno di mille chilometri da dove viene assemblata, anche in questo caso con una significativa riduzione dell’impronta carbonica. Sviluppata dalla controllata Ampere, la moderna interpretazione dell’utilitaria da 3,79 metri di lunghezza ha beneficiato del lavoro compiuto dal Centro di Ricerca & Sviluppo di Shanghai (noto per la rapidità dei processi di sviluppo, la competitività in termini di costi e le competenze tecnologiche), che con i suoi 100 ingegneri ha lavorato all’integrazione dei sistemi e delle attività di project management. In Francia è continuato lo sviluppo di piattaforma, software, sistema multimediale e dispositivi di assistenza alla guida.
Tra gli effetti del diverso approccio mondiale, definito “più collaborativo e trasversale rispetto ai metodi di sviluppo classici”, ci sono la riduzione del numero di componenti del veicolo, il contenimento di circa un anno dei tempi di pianificazione rispetto a modelli comparabili e un abbattimento degli investimenti nell’ordine del 50%. Nel dettaglio, con il “progetto pilota” della Twingo, le sforbiciate sono state de16% sulle attività a monte, del 41% sullo sviluppo e del 26% sull’industrializzazione.
L’operazione è già diventata un modello all’interno del gruppo, che conta di prendere esempio da questo progetto per quelli futuri. Oltre che portare una modernizzazione delle attrezzature sull’intera catena di produzione, la trasformazione ha comportato anche il potenziamento delle competenze dei dipendenti, con programmi intensivi di formazione e riqualificazione nei settori del digitale e delle tecnologie connesse ai veicoli elettrici.
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