Vigevano, fiera di domenica promossa. «Si può mantenerla così»
VIGEVANO. Risultati in agrodolce per la fiera di marzo che, per la prima volta nella storia di Vigevano, non si è tenuta il secondo lunedì del mese bensì l’ultima domenica di marzo.
Edizione sperimentale
Una connotazione insolita che ha attirato circa 110 bancarelle (su 130 prenotazioni) in piazza Calzolaio d’Italia e sul perimetro delle strade circostanti. Se al mattino, complice anche il vento freddo, non si è vista tanta gente, la situazione è cambiata nel pomeriggio. Decisamente riuscite alcune delle iniziative collaterali volute dall’assessore al Commercio Riccardo Ghia, come l’esposizione di auto d’epoca, lo stand del Parco del Ticino e di un’associazione sportiva di subacquea; poche però le presenze degli ambulanti, decisamente meno rispetto al mercato del mercoledì, per questa edizione “sperimentale”.
«Per essere un “numero zero”, direi che il risultato è stato positivo – spiega Ghia –. Ci sono alcune cose da rivedere, come capire perché alcuni ambulanti abbiano pagato lo stallo per poi non presentarsi, ma sono soddisfatto: ci sono tante persone in giro e le auto d’epoca hanno attirato tantissimi curiosi». Il presidente di Ascom Vigevano Renato Scarano a sua volta vede il bicchiere mezzo pieno. «Di gente ne gira e gli ambulanti sono soddisfatti – spiega –. Ho notato però che solo quattro-cinque stand con panini e altro cibo pronto si sono collocati nel parcheggio di fronte agli uffici comunali: suggerirei di spostarli all’interno di piazza Calzolaio d’Italia, dove non ci sono banchetti, e di lasciare libera l’area di sosta. Alcuni visitatori si sono lamentati proprio del fatto di non aver trovato posto per la propria vettura, finendo col parcheggiare in via della Castellana e oltre viale dei Mille». Per i commercianti però è andata meglio del previsto: «Oggi pomeriggio – conclude Scarano – abbiamo una riunione del Distretto del commercio e valuteremo i risultati della fiera. Personalmente credo che si possa mantenere alla domenica».
Qualcosa da sistemare però a quanto pare c’è. «Non è pensabile che un evento del genere venga “pubblicizzato” solo con un post sui social pubblicato pochi giorni prima, peraltro con scarsissimo riscontro. Ma come si può pensare di informare così la cittadinanza? Come si può immaginare che tutti debbano leggere i giornali o intercettare casualmente un post online? – commenta Piero Marco Pizzi di Vigevano Prima di tutto - Una fiera cittadina non si organizza e non si comunica in questo modo. Il Comune ha il dovere di promuovere seriamente eventi che riguardano tutta la città, utilizzando strumenti adeguati, con tempi giusti e una comunicazione capillare».
Osservazioni a cui Ghia non si sottrae: «Per reclamizzare un evento occorre un budget che non abbiamo disponibile – conclude l’assessore leghista – . Sulla proposta di Scarano ci confronteremo col Distretto del commercio, ma deciderà la polizia locale sulla possibilità di occupare il centro del piazzale». Il riferimento di Riccardo Ghia è al fatto che per organizzare una fiera simile occorre un piano di sicurezza su cui inevitabilmente le forze dell’ordine devono dire la loro.