Treviso, sale per sfida sul cofano dell’auto in corsa: cade e viene travolto
È caduto rovinosamente dal cofano dell’auto in corsa, guidata dal cugino, ed è stato travolto dalla stessa macchina, una Ford Focus. Ha riportato ferite gravissime e uno schiacciamento toracico, è stato rianimato sul posto e trasportato in ospedale in elicottero. La vita appesa a un filo dopo una ragazzata, una sfida tragicamente pericolosa nata dalla noia, dalla voglia di adrenalina, di like sotto un video. Vittima dell’incidente è L.P., diciott’anni, residente a Ormelle. Il dramma è accaduto sabato sera poco dopo le 23 a Cimadolmo, in via dello Sport.
Sull’episodio drammatico indagano i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi sulla dinamica ponendo l’auto sotto sequestro. Alla guida della Ford Focus c’era un coetaneo del diciottenne investito, pare suo cugino. Una sfida folle, nata dalla noia, dalla voglia di emozioni forti, probabilmente anche dallo spirito di emulazione se non proprio una vera e propria “challenge” social. Non sono rari, infatti, episodi finiti in maniera drammatica proprio dopo aver raccolto la sfida folle lanciata da qualcuno che posta i video delle proprie azioni pericolose su TikTok o altri social. “Car surfing”, lo chiamano: l’auto come una tavola sulle onde, l’adrenalina di cercare l’equilibrio, la velocità che sale. Il diciottenne è caduto dal cofano e il coetaneo alla guida non ha neppure avuto il tempo di frenare, investendolo in pieno. Ora rischia una denuncia.
Sabato sera l’arrivo dell’elicottero del Suem e di due ambulanze sul luogo dell’incidente ha attirato l’attenzione di tutto il paese. La notizia si è diffusa rapidamente, suscitando apprensione e anche condanne sui social. Episodi del genere purtroppo non sono infrequenti: sempre in Veneto, ad Adria, nel 2017, si era verificato un incidente praticamente identico: un ragazzo neopatentato alla guida, altri tre amici in auto con lui, un ventenne a sfidare il pericolo sul cofano, con la macchina lanciata in corsa. Anche in quel caso, il dramma: il ventenne è caduto rovinosamente e l’auto, una Opel Corsa, lo ha travolto. Il ragazzo alla guida ha dovuto rispondere di lesioni stradali colpose, come potrebbe succedere al giovanissimo automobilista di Cimadolmo coinvolto nell’incidente di sabato sera.
Una sfida che arriva dagli Stati Uniti, forse in scia a scene viste nei film o nei videogiochi, ma che presto ha contagiato ragazzi di tutto il mondo, Italia compresa. Anche a Roma, nel 2020, si sono registrati episodi del genere: ragazzi a pancia in giù o in piedi sul tettuccio o sul cofano dell’auto in movimento, aggrappati con le mani o semplicemente in equilibrio. Caro recente e ancora più folle, a Napoli, dove un ragazzo si è sdraiato a pancia in giù sopra l’auto guidata da un amico (una Ford Focus, casualmente, come a Cimadolmo) lanciata fino a 130 chilometri orari, ovviamente con filmato da condividere sui social e #carsurfingchallenge come hashtag, etichetta della sfida.
Le conseguenze, a questo punto è inutile dirlo ma utile ribadirlo, possono essere tragiche: a giugno di quest’anno un sedicenne è morto in Colorado cadendo dall’auto in corsa. Nulla a che vedere con le goliardate festose che spesso si vedono tra maturandi alla fine dell’ultimo anno di scuola, con giovani seduti nel bagagliaio o sul cofano all’uscita da scuola: qui si tratta di sfide incoscienti, folli, senza senso e pericolosissime.