Infortuni sul lavoro: in 5 anni 496 indagini nell’Isontino
MONFALCONE Nell’arco degli ultimi cinque anni la Struttura complessa Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di Asugi ha concluso nell’Isontino 496 indagini di infortuni.
Nel 70% di questi incidenti a essere coinvolti sono stati lavoratori presenti nello stabilimento navale di Panzano, teatro venerdì di infortunio dai risvolti piuttosto gravi.
La relazione
Il dato è contenuto nella relazione sull’attività svolta dal servizio di Asugi, l’ex Medicina del lavoro, presentata dal dirigente della Struttura complessa, il dottor Luigi Finotto, alla II Commissione permanente del Consiglio regionale nell’ambito dell’audizione sul Piano Monfalcone.
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Nel cantiere navale si concentra del resto il 18,25% dei lavoratori tutta l’ex provincia di Gorizia, come si rileva ancora nella relazione, un atto pubblico che il Pd cittadino ha ripreso nel suo incontro del 13 gennaio dedicato al tema della sicurezza sul lavoro.
Un fatto questo che «impegna in maniera significativa le attività dei tecnici, ufficiali di Polizia giudiziaria, della Sc Psal della parte isontina», di Asugi. «Va altresì considerato – come aggiunge il direttore del servizio – che anche tutte le ditte dell’indotto a servizio dello stabilimento navale, ovvero tutte quelle ditte che risiedono nel raggio di 1-5 chilometri del cantiere, comportano un impegno significativo nella verifica e controllo della normativa vigente».
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Ottomila lavoratori nello stabilimento di Monfalcone
I dati raccolti nel 2018 dalla Psal di Asugi parla di una presenza media giornaliera in stabilimento di 1.541 dipendenti di Fincantieri, 5.200 dipendenti di ditte terze con la presenza di 87 etnie di diversa nazionalità, 500 fornitori accreditati e 150 unità di personale delle società armatrici.
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A fronte dei dati raccolti fino al 2023 compreso, per la Psal nello stabilimento si registra una media annua ora di 1.608 dipendenti diretti e 5 mila delle ditte, sapendo che, però, le oscillazioni nelle presenze possono essere importanti. La costruzione in contemporanea di tre navi passeggeri, come in queste settimane, sta impegnando almeno 8 mila lavoratori nello stabilimento di Panzano.
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Violazioni al Testo unico sulla sicurezza
La maggior parte delle violazioni al Testo unico in materia di sicurezza, il decreto lesgislativo numero 81 del 2008, rilevate nell’Isontino si concentra nel mancato rispetto dei principi comuni e (titolo I) e dell’uso delle attrezzature e dei Dispositivi di protezione individuale (titolo III).
Nel periodo di riferimento la Psal ha rilevato 2.044 violazioni del titolo I della normativa e 850 del titolo III. Delle prime 422 sono state relative al mancato rispetto delle prescrizioni sulla formazione dei lavoratori e delle seconde 596, ben il 70%, al mancato rispetto dei requisiti di sicurezza delle attrezzature. «Di fatto, un calo delle violazioni c’è stato solo nel periodo Covid, quando le fabbriche erano chiuse», osserva il dottor Finotto.
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Nel 2019 sono state accertate 456 violazioni totali in 568 aziende vigilate (appartenenti a tutti i settori dall’industriale all’edile, all’agricolo), mentre nel 2020 si è scesi a 298 violazioni in 571 aziende.
Nel 2021, anno ancora sofferente per le chiusure alternate dovute alla pandemia, si è risaliti a 399 su 624 vigilate per passare alle 396 violazioni del 2022 in 625 aziende controllate.
La mole di lavoro, che include non solo la parte ispettiva, ma anche quella della diffusione della cultura della sicurezza, della Struttura complessa Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro è quindi importante, nonostante l’organico sia sottodimensionato.