I Fridays for future italiani in corteo a Pavia
PAVIA. Si è chiusa l’assemblea nazionale di Fridays for future, movimento ambientalista che ha scelto il Copernico di Pavia per la tre giorni partecipata da 120 attivisti di tutta Italia, da Venezia a Catania. Domenica mattina gli ambientalisti hanno animato la marcia per la mobilità sostenibile, dal liceo Copernico a piazza della Vittoria: è stato l’atto conclusivo del primo incontro dell’anno organizzato dal gruppo ambientalista ispirato dalla svedese Greta Thunberg. «Da Pavia ripartono le attività del movimento per il 2024», racconta Pietro Losio, 18 anni, attivista pavese dei “Fridays”. Durante il corteo i manifestanti hanno tracciato con la vernice una pista ciclabile in via Cavallini.
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Non solo ragazzi
L’assemblea è cominciata venerdì sera allo scientifico Copernico, sede scelta per gli incontri poiché alcuni attivisti del gruppo cittadino sono studenti del liceo di via Verdi. Nessun giorno di scuola è andato perso: il sabato non si fa lezione. Sbagliato fare paragoni con le occupazioni “politiche” delle scuole, nei ricordi adolescenziali di molti: l’atmosfera che si respira è del tutto diversa, più simile a un congresso che a un raduno serale di giovani e meno giovani assiepati in classe. Anche perché Fridays for future non è più un movimento di soli studenti, ma un gruppo formato da tante anime: «Ho un passato di impegno politico e pacifismo» racconta Fausto Piazza, 70 anni, funzionario universitario oggi in pensione.
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«Ho una formazione cristiana, e mi rivedo nel messaggio ecologista di papa Francesco, che lega la dimensione sociale a quella ambientale. Il movimento recupera l’elemento politico per difendere il clima e cambiare la società. Così ho deciso di partecipare».
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I “Fridays” sono nati all’alba del 2019 e cinque anni dopo (con la pandemia Covid nel mezzo) il mondo appare diverso. Lo stesso è accaduto alla compagine ambientalista, costituita tra i banchi di scuola e oggi vissuta anche da lavoratori e universitari: «Noi eravamo il movimento che organizzava gli scioperi del venerdì – aggiunge Losio – cioè i cortei organizzati soprattutto dagli studenti. Ma nessun gruppo, al giorno d’oggi, è in grado di portare in piazza centinaia di persone con costanza: quei tempi non esistono più. Adesso si tratta di reinventarci, trovando nuove strategie per far arrivare alla gente il nostro messaggio. Non è cambiato: vogliamo che i governi facciano di più per contrastare la crisi climatica che stiamo vivendo, e che pregiudica il nostro futuro».
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Questi, in sintesi, i temi che sono stati affrontati dall’assemblea, dove nulla è stato lasciato al caso. A partire dall’organizzazione: nel grande atrio del Copernico è stata ricavata la zona del “check-in”, dove i partecipanti si sono registrati. Un’aula è stata dedicata al guardaroba, visto che molti attivisti hanno viaggiato zaino in spalla per arrivare a Pavia. A tutti, infatti, è stato consigliato di portare un sacco a pelo e il materassino gonfiabile per dormire: l’ospitalità è stata garantita da tre oratori della città e da Udu, il coordinamento degli universitari che a messo a disposizione la sede. L’aula magna è stata utilizzata per le sessioni plenarie e quattro aule sono state adibite ai lavori delle “commissioni”. Sempre presenti le collaboratrici scolastiche, che hanno garantito la sicurezza con cortesia e discrezione.
Alcune accortezze sono tipiche della generazione più giovane: diversi attivisti, infatti, vestono un gilet fucsia. Tra loro c’è Lavinia, 17enne arrivata da Roma: «Faccio parte del gruppo Cura – racconta – se qualcuno si sente sotto pressione fisica o psicologica, può rivolgersi a noi per sfogarsi o rifiatare. Il nostro compito è far sì che tutti stiano bene, che l’ambiente sia sano e che tra i partecipanti ci sia benessere». È quanto di più simile a ciò che una volta si sarebbe chiamato servizio d’ordine, che ritorna in una nuova veste.
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Il corteo
Dopo la riunione conclusiva, domenica mattina è partito il corteo per la mobilità, aperto ad associazioni e cittadini di Pavia. «Siamo un movimento nazionale – conclude Losio –, ma la nostra azione è sui territori. Le elezioni sono in vista e la mobilità cittadina e la sicurezza stradale hanno bisogno di un cambio di rotta». La data scelta non è causale: martedì ricorre il primo anniversario della morte di Daniele Marchi, maestro d’asilo travolto e ucciso il 23 gennaio in viale della Resistenza.