Montagna e business della bicicletta, avanti tutta nel Bellunese. I frutti si vedranno tra dieci anni
«Servirà tempo per trasformare la bicicletta in un guadagno per gli impiantisti. I numeri offerti in inverno dallo sci sono lontani anni luce ma la strada è quella giusta. Per il momento ci limitiamo ad offrire un servizio: quello del trasporto delle biciclette in quota».
Il presidente di Anef Veneto Marco Grigoletto “anticipa” le mosse degli impianti bellunesi in vista dell’estate. La montagna bellunese è sempre più una delle mete predilette degli appassionati della mountain bike e delle e-bike. La situazione, sotto questo punto di vista, è soddisfacente, ma ancora lontana dalla “quadratura del cerchio” sul fronte strettamente economico.
«Il trasporto delle biciclette sugli impianti di risalita rappresenta un progetto relativamente giovane, incentivato dalla presenza sempre più numerosa di sentieri dedicati e bike park in quota», ha aggiunto Grigoletto, «al momento però i conti non tornano. I numeri sono ancora piccoli. Non c’è un movimento tale da poter dire che quello della bicicletta rappresenta una rendita per gli impiantisti. Servirà tempo per arrivare al punto d’incontro tra domanda ed offerta. Quanto tempo? Tra i cinque e i dieci anni».
Nell’attesa, per gli impiantisti bellunesi il lavoro non manca. «Si sta facendo tantissimo sul fronte bike», ha sottolineato Marco Grigoletto, «si stanno concretizzando numerosi progetti specifici anche in materia di marketing turistico. L’obiettivo è rappresentato dalla creazione di un mercato ad hoc, collegato alle due ruote, capace di portare questo macro settore all’auto sostenibilità economica. Tralasciando da parte i numeri, oggi c’è un divario notevole tra quello che rende durante l’inverno il mondo dello sci e quanto avviene in estate, non solo con la bici ma più in generale con il trasporto in quota di turisti ed escursionisti».
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Ma qual è la situazione in vista dell’estate? «Ci sono impianti che definirei speciali, vantano un movimento a sé», risponde Grigoletto, «è il caso delle funivie del Lagazuoi e della Marmolada che per una serie di motivi, su tutti la posizione geografica e l’attrazione turistica dei due siti, registrano numeri imponenti che rappresentano l’auto sostenibilità economica, anche d’estate e senza ulteriori incentivi come può essere la bicicletta. A proposito di mobilità sostenibile, ci sono nuove strategie in via di definizione. In estate dalla Val di Zoldo si può raggiungere l’area del Civetta con gli impianti in sostituzione di auto e mezzi pubblici. Stiamo lavorando per rendere possibile il raggiungimento della Marmolada da Arabba Porta Vescovo, passando per il Padon, tramite impianti. Anche a Cortina, la messa in funzione estiva della cabinovia Cortina Skyline permetterà di limitare le macchine lungo i passi circostanti a tutto vantaggio della mobilità alternativa. La bicicletta, in questo specifico contesto, rappresenta un incentivo nell’incentivo. Più impianti, più biciclette, meno auto».
Ultimissima dedicata all’agguerrita concorrenza, anche sul fronte impiantistico. «Il progetto Dolomiti Super Summer, fratello del Dolomiti Superski invernale, rappresenta la strategia estiva a cui strizzare l’occhio», conclude Marco Grigoletto di Anef Veneto, «per incentivare il sistema serviranno nuovi e più attraenti progetti in quota dedicati alle due ruote. L’Alto Adige è un gradino avanti, offre aree particolarmente sviluppate in tal senso».