Emergenza visite ed esami a Mantova: Ats chiede ai privati 26mila prestazioni
Più di 26mila prestazioni sanitarie tra visite ed esami strumentali di diagnostica da programmare nei prossimi mesi per ridurre le liste di attesa. In più, rispetto a quelle erogate quotidianamente. L’abbattimento delle liste di attesa nella sanità pubblica passa ancora una volta dagli ambulatori specialistici del privato.
Le 26mila prestazioni aggiuntive sono quelle che Ats Val Padana, competente per le province di Mantova e Cremona, ha chiesto agli enti privati accreditati nella specialistica ambulatoriale per ridurre il periodo che intercorre tra la prenotazione di un esame e la sua esecuzione. La sanità pubblica bussa ancora una volta alla porta dei privati.
Tutto prende spunto dalla delibera della giunta regionale del 27 marzo 2023 che ha indicato in via previsionale la cifra di 61 milioni di euro a disposizione di Regione Lombardia da inserire nel piano liste di attesa. Di quei 61 milioni la Regione ha destinato inizialmente l’importo di 43 milioni di euro: 25 milioni agli erogatori pubblici accreditati e 18 milioni agli erogatori privati accreditati, soldi in più rispetto al budget annualmente assegnato. Per poter accedere al finanziamento gli enti privati dovranno a consuntivo aver onorato quanto già previsto nel contratto ordinario 2023 per le prestazioni ambulatoriali.
Le prestazioni aggiuntive dovranno essere erogate entro il 31 dicembre. Per questa serie di motivi l’Ats Val Padana ha emesso un avviso per la manifestazione di interesse rivolto alle strutture private accreditate interessate a sottoscrivere addendum contrattuali. Nel dettaglio l’Ats ha individuato più di 9mila prime visite, con particolare riferimento a visite cardiologiche, oculistiche, riabilitative e ortopediche. Più di 7mila sono invece le prestazioni di alta diagnostica e più di 4mila le ecografie aggiuntive richieste.
Per Tac e Risonanze magnetiche la necessità è rispettivamente di 1.500 e 2.300. E per finire anche più di mille mammografie bilaterali. Ogni ente privato entro il 9 maggio ha inviato all’Ats la sua offerta, ovvero quante prestazioni è in grado di erogare per ogni singola tipologia. Ovviamente Ats nella ripartizione delle prestazioni terrà presente, oltre alla capacità erogativa di ogni singolo ente, anche la necessità geografica di riduzione delle attese per ogni tipo di patologia. Nel giro di poche settimane Ats assegnerà ad ogni privato il numero delle prestazioni che dovrà garantire entro fine anno.
Il ricorso alle strutture sanitarie private nell’abbattimento delle liste di attesa nel pubblico non è una novità. Anche lo scorso anno la Regione aveva messo sul piato 2,3 milioni di euro con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa che si erano notevolmente allungati a causa dell’interruzione di visite ed esami causata dai due anni di pandemia. La sanità pubblica aveva bussato alla porta degli erogatori privati ai primi di giugno tramite una manifestazione di interesse chiedendo 16mila servizi ambulatoriali, 169 interventi con ricovero e 800 visite di Medicina dello sport. La richiesta di aiuto era rivolta agli enti privati , in prima battuta a contratto e in seconda anche a quelli attualmente non a contratto, in grado di offrire interventi e ricoveri per acuti e specialistica ambulatoriale per i cittadini residenti in Lombardia.