Sicurezza, il ritorno delle colonnine Sos Un piano per il centro e le aree a rischio
Controlli e telecamere, ma non solo. Mentre i commercianti del centro, dopo la rapina del lunedì mattina elettorale, bussano alla porta del sindaco Mario Conte per chiedere iniziative «concrete e immediate» per gestire la sicurezza in città, l’amministrazione sta lavorando per realizzare una nuova rete di allerta istantanea dei crimini attiva h24. Sarà costituita da una serie di colonnine Sos posizionate «in luoghi particolarmente sensibili e significativi della città» spiegano dal Comune.
Il piano e le ditte
Sulla linea di Milano, Genova, Verona, Torino, anche Treviso sta organizzandosi per costituire questa rete di allerta urbana. Il progetto è stato messo nero su bianco dalla maggioranza nel programma elettorale che ha portato all’elezione di Mario Conte sotto il titolo «installazione delle colonnine “città sicure”».
Si legge: «Là dove c’è maggior afflusso di persone predisporremo dei sistemi che, in caso di emergenza o pericolo, faranno scattare un allarme a seguito della consumazione del reato, ricevuto direttamente dalla centrale operativa del comando». E poi precisa: «Ovviamente sarà studiato un apposito sistema per evitare falsi allarmi».
«Non si trattava solo di parole» sottolineano dal comando della polizia locale di via Castello d’amore dove si spiega che «anzi, sono già in corso i contatti con diverse ditte che forniscono il sistema per valutare proposte e possibilità».
Ci vorrà qualche tempo prima che le colonnine arrivino, anche perché servirà predisporre prima uno stanziamento di bilancio che ad oggi ancora non c’è. «Ma l’indicazione è operativa» dice il sindaco Mario Conte, «non sono parole scritte per scrivere qualcosa, stiamo già lavorando».
Il precedente, rimosso
Per la città non si tratta di una novità, di fatto. Cinque giunte fa fu l’ex assessore alla polizia locale, il leghista Giorgio Gaio, scomparso nel 2015, a promuovere una iniziativa del tutto simile: fece installare una serie i colonnine Sos verdi nei parchi cittadini; si trattava di alcune colonnine dotate di un pulsante rosso che le metteva in contatto audio diretto con il centralino della polizia locale.
Una sorta di citofoni della sicurezza. Finirono male, nel totale disuso. Diventati arredi urbani inutili vennero poi rimosse dall’ultima giunta Gobbo e accantonate come esperienza, ma a quanto pare non messe definitivamente nel dimenticatoio se oggi sono tornate di assoluta attualità.
Cosa è cambiato
Pare che oggi il sistema possa funzionare, o quantomeno essere più utile di quanto fu un passato. Alla possibilità di entrare in contatto diretto (anche video) con le forze dell’ordine, che era di fatto quanto già garantito dalle vecchie colonnine, oggi si aggiungono le potenzialità di una città che ha aumentato in modo esponenziale le proprie dotazioni tecnologiche di sicurezza. Le colonnine possono essere messe in rete con le oltre 90 telecamere a 360 gradi posizionate in città ed attivare all’occorrenza anche le 34 telecamere fisse in ambito viario e i 24 varchi di lettura targhe. Insomma, un eventuale allarme potrebbe portare – oltre all’intervento diretto sul posto – anche l’avvio immediato di un telecontrollo di quanto accade nella zona rendendo possibile circoscrivere i fatti o individuare i responsabili nel giro di pochi clic dalla sala controllo nella caserma di via Castello d’amore. Di qui la convinzione «che oggi i tempi siano più maturi».
Sicurezza e non solo
In alcune città poi, il sistema di colonnine Sos è stato abbinato ad altri servizi come la chiamata del taxi per ottimizzare, e rendere meno impattante l’impianto. E di pari passo Ca’ Sugana sta pensando di dotare i propri sistemi di sorveglianza di una sorta di intelligenza artificiale: un programma capace di leggere le immagini video e individuare persone a terra.
Anche questo è nel programma Conte: «servirà per allertare in malori, cadute o reati» riducendo i tempi di intervento. C’è chi chiede comunque che «in città circolino più agenti» per dare un segnale concreto della presenza delle forze dell’ordine. Come funziona il sabato, quando locale, carabinieri, questura, si alternano nelle ronde presidiando alcune aree come via Zorzetto. Una presenza che però, a ben guardare, non sempre basta.Federico de wolanski