La scelta del dottor Nardi, arrivato alla vigilia della pensione. «Resto al fianco dei pazienti»
«Ho scelto di restare al fianco dei miei pazienti anche se potevo andare in pensione». Nell’era della grave carenza di medici, va decisamente controcorrente la scelta del dottor Giampaolo Nardi, conosciutissimo medico di famiglia di Valdobbiadene.
Il prossimo 17 giugno festeggerà i settant’anni di vita, ma anziché “appendere il camice al chiodo” - come avrebbe potuto tranquillamente fare, visti i requisiti di anzianità - ha deciso di rimanere in ambulatorio per altri due anni. La notizia è una rarità e suona come una benedizione per i suoi 1.200 assistiti che da 42 anni considerano lo studio di via Parmesan il punto di riferimento per malanni di stagione, acciacchi di varia natura, check-up e ricette.
La soddisfazione dei pazienti
«Quando i miei pazienti hanno saputo che sarei rimasto hanno tirato un sospiro di sollievo, soprattutto le persone più anziane che erano molto preoccupate all’idea di dover cambiare medico», afferma il dottor Nardi.
Per tutte queste ragioni, unite a una buona salute, allo spirito di servizio e alla disponibilità nel seguire ancora per un po’ i suoi mutuati, il professionista ha deciso di continuare a lavorare. «Come previsto dalla normativa ho avanzato la mia proposta alla direzione dell’Ulss 2 che mi ha accordato questa possibilità», spiega Nardi.
La ricerca dell’Usl
D’altro canto, la ricognizione sul territorio per ricercare i sostituti del pensionando dottor Nardi, non aveva dato buon esito.
«Analizzando la situazione assistenziale nei Comuni di Cornuda, Crocetta del Montello, Pederobba, Segusino, Valdobbiadene e Vidor non risulta la capacità da parte degli altri curanti presenti in loco di riassorbire i 1.189 pazienti in carico al dottor Nardi», ha fatto sapere l’Ulss di Marca. I colleghi presenti in zona hanno già i massimali molto alti (tra i 1.500 e i 1.800 utenti) al punto da non poter aumentare ancora il tetto di assistiti.
«Questo fenomeno accade sempre più spesso ed è complicato. Ci sono il problema della penuria di medici, la stanchezza di tanti colleghi con un numero esorbitante di pazienti, ed è assolutamente da rispettare la scelta di molti miei coetanei di andare in pensione appena lo possono fare. Io in massima libertà e coscienza me la sono sentita e ho deciso di proseguire con la professione ancora per un po’. Infatti la legge consente una deroga ai limiti per la quiescenza e così sono potuto restare prolungando la convenzione», aggiunge Nardi.
Il passaparola tra i suoi assistiti è già cominciato. Tanti lo chiamano per avere conferma che rimarrà, altri vanno direttamente in studio per essere rassicurati. «Per noi cittadini è un grande regalo che rimanga il dottor Nardi», dicono all’unanimità.
La situazione sul territorio
Tra i colleghi di Nardi ci sono il dottor De Bortoli prossimo alla pensione verso fine anno, e i medici Agostinetto, Bortot e Dall’Acqua. «Qualche tempo fa eravamo in otto ad operare sul territorio, adesso via via ci siamo ridotti a cinque, a causa della penuria di medici e alla difficoltà a trovare sostituti a noi “anziani”», spiega Nardi, definendo i lunghi anni di onorato servizio «un cammino carico di impegno, determinazione e soddisfazioni».
Anche per questo ha pensato di rimanere, per la gioia dei suoi pazienti.