Trieste, protesta dei dipendenti dei servizi educativi e scolastici sotto il Comune contro il precariato
TRIESTE. Una ventina di dipendenti dei servizi educativi e scolastici comunali aderenti al sindacato Usb hanno protestati ieri mattina sotto il municipio di piazza dell’Unità. Il motivo, la situazione di precariato nella quale sono costretti a lavorare in alcuni casi fin dal 2006. «All’interno delle scuole dell’infanzia, asili nidi e ricreatori, c’è chi presta la propria opera da anni in modo precario - sottolinea il sindacato - tanto da rimanere invisibile agli occhi dell' amministrazione». Si tratta di educatrici ed educatori supplenti la cui idoneità è stata provata da anni di lavoro e di formazione da parte dell’ente comunale, dopo aver superato diversi concorsi pubblici. Com’è il caso di Amparo, insegnante precaria dal 2006, che finora ha superato ben sei concorsi, ma ad oggi figura ancora supplente. «Lei, come gli altri colleghi, ha i requisiti per essere stabilizzata, ma non ottiene il giusto riconoscimento per il lavoro svolto fino a oggi». Una situazione, a detta del sindacato, nota sia all’assessore all’educazione Nicole Matteoni che a quello del personale Stefano Avian. «Questi precari hanno maturato (o stanno per farlo) i requisiti utili alla stabilizzazione - spiega sempre il sindacato Usb - ma la nostra amministrazione finora non ha riconosciuto alcunché, come se non esistessero e non stessero contribuendo da lunghi anni tenere in piedi i servizi». Questi lavoratori ora chiedono che il Comune di
Trieste apra subito nuove graduatorie per le stabilizzazioni, sfruttando le possibilità offerte dalla normativa vigente. La legge regionale di riferimento prevede infatti la facoltà di effettuare il piano di immissioni in ruolo entro il 31 dicembre 2023, sancendo la scadenza dei termini utili alla maturazione dei requisiti al 30 settembre precedente. «Il nostro auspicio è che questo patrimonio di professionalità non venga insensatamente disperso, per questo chiediamo che l'amministrazione comunale inserisca nel piano assunzionale la previsione di nuove graduatorie per le stabilizzazioni».