Casa di riposo di San Donà, nuovi accertamenti sui deceduti
Si allargano gli accertamenti sugli anziani ospiti deceduti nel “reparto viola” della casa di riposo “Monumento ai caduti delle guerre” di San Donà, nel periodo in cui si sono svolti i brutali maltrattamenti nei confronti di alcuni ospiti - fisici e psicologici - che la Procura contesta a cinque operatori socio sanitari ora agli arresti, videoripresi da microcamere installate dai carabinieri, dopo le segnalazioni giunte dalla nuova direzione del centro.
Cinque le richieste di accertamenti presentate dai familiari, dopo che l’inchiesta è diventata nota: il pm Andrea Petroni ha chiesto alla medico legale Cristina Mazzarolo, di valutare le cartelle cliniche degli anziani. Tutti novantenni che potrebbero quindi essere morte di cause naturali. Un approfondimento, che non implica ancora alcuna conclusione e che si affianca all’autopsia che è stata eseguita sul corpo di una signora morta a febbraio e sul quale sono state riscontrate diverse fratture pregresse, sulla cui natura e nesso causale con la morte, ancora non sono state tratte conclusioni: su questo caso, l’ipotesi di accusa è morte in conseguenza dei maltrattamenti. Ma nuovi accertamenti potrebbero arrivare: l’avvocato Luca Pavanetto ha ricevuto una quindicina di segnalazioni da parte di altrettante famiglie e per alcune è pronto a presentare querela.
Intanto, nei giorni scorsi il pm Petroni ha diviso in due filoni l’inchiesta, chiedendo il processo con rito immediato per Davide Barresi, 54 anni, catanese (difeso dagli avvocati Giorgio e Luca Pietramala) accusato di maltrattamenti, ma anche di violenza sessuale aggravata nei confronti di sette anziane: 13 aggressioni a donne impossibilitate a difendersi, in meno di due settimane. Sarà chiamato a giudizio, per le prime tre violenze.
Messe le videocamere per accertare i maltrattamenti, gli investigatori si erano trovati davanti all’orrore degli abusi sessuali e si era arrivati all’arresto di Barresi, nascosto ai colleghi giustificandolo come un allontanamento per un’emergenza di famiglia.
Ricorrono ora in Cassazione i quattro operatori agli arresti, accusati di maltrattamenti e che si sono visti negare l’attenuazione delle misure dal Tribunale del Riesame: Fabio Danieli, 47 anni, e Maria Grazia Badalamenti, 62 anni, coppia nella vita (entrambi in carcere e difesi dagli avvocati Alberto Zannier e Marco Zampini); Anna Pollazzon, 60 anni, (ai domiciliari, avvocato Roberto Zanata) e Margie Rosiglioni, 65 anni (ai domiciliari, avvocato Francesco Pavan).