Colonnello della Julia dona all’istituto agrario migliaia di insetti raccolti in missione
Per 50 anni ha cercato e raccolto farfalle e altri insetti ovunque si trovasse, dal Friuli – la Carnia territorio di “caccia” privilegiato – alle varie parti del mondo in cui il suo ruolo di ufficiale della Brigata alpina Julia l’ha portato.
Ora l’immenso frutto del lavoro del colonnello Loris Zilli, che vive a Premariacco, è divenuto proprietà dell’Istituto tecnico agrario Paolino d’Aquileia di Cividale, cui il cavaliere ha deciso di donare la propria ricchissima collezione, che supera i 5 mila esemplari, suddivisi in 74 cassette.
Il patrimonio è già stato trasferito nel laboratorio di scienze naturali della scuola, che grazie alla generosità dello studioso si distingue adesso su scala nazionale. In aula magna la formale cerimonia di passaggio di consegne fra il colonnello e gli allievi del Paolino d’Aquileia, per i quali le teche rappresentano una preziosa occasione di approfondimento del percorso dell’ultimo anno.
«Siamo profondamente riconoscenti – ha detto il dirigente scolastico Livio Bearzi – e orgogliosi del fatto che il cavaliere abbia scelto il nostro istituto, individuandovi il luogo idoneo per conservare l’esito di una vita di ricerche e dargli una prospettiva».
Gli allievi di quinta, infatti, approfondiscono proprio lo studio dell’entomologia, curando la preparazione di un insettario personale, da presentare come elaborato finale: «Certamente questa collezione, straordinaria per qualità e quantità – commenta il professor Claudio Mattaloni, che ha seguito l’iter del progetto –, rappresenterà un importantissimo supporto nello studio, oltre che un esempio cui ispirarsi nel corso delle esercitazioni.
E al laboratorio di scienze, dove le scatole saranno conservate in appositi armadi, Zilli ha offerto pure l’attrezzatura entomologica specialistica da lui utilizzata, dai retini di raccolta a un intero set di stenditoi per la sistemazione delle delicate farfalle, che richiedono strumenti adeguati alle rispettive dimensioni alari».
Lieto di passare il testimone ai giovani il collezionista, che ha raccontato ai ragazzi la genesi e lo sviluppo della sua passione («Iniziata dalla botanica, perché se non si conosce a fondo quella è quasi inutile interessarsi agli insetti») e che per darne la cifra ha riportato un aneddoto.
«Vedete questa foto?», ha chiesto, indicando sul proiettore l’immagine di se stesso in posa da cattura, al ciglio di una strada. «Eravamo in Kosovo, nel bel mezzo di un combattimento. A breve distanza si sparava, ma appena ho adocchiato una farfalla mi sono tolto il giubbotto antiproiettile e ho afferrato il retino».