Vaccini al PalaExpo a Marghera, si chiude a febbraio
«Venezia ha costruito una basilica come si faceva un tempo quando le epidemie colpivano le popolazioni, l’ha eretta e l’ha chiamata Pala Expo. Qui si sono somministrati i vaccini, si è lottato contro una malattia e con buona probabilità l’abbiamo sconfitta: ecco questo luogo simbolo della rinascita di Venezia ha esaurito il suo compito».
Il direttore generale dell’Usl 3 Edgardo Contato, mercoledì 21 dicembre, ha preso la parola al termine della funzione celebrata dal Patriarca Francesco Moraglia, con tutti gli operatori sanitari, proprio nel grande padiglione dove si sono somministrati centinaia di migliaia di vaccini.
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Con la voce rotta dall’emozione, ha annunciato che il luogo simbolo della lotta al Covid, sarà presto riconsegnato al suo ruolo sociale: troppo costoso e oramai non più funzionale.
«Ritengo che nella storia di questa città rimarrà sempre come esempio di chi si è unito nei momenti difficili: ognuno ha fatto la sua parte, l’ha fatta la Chiesa e l’hanno fatta gli uomini, questo è il momento importante per santificare la festa e aiutarci a guardare il futuro come abbiamo fatto in passato, tutti assieme, per darci un mondo migliore».
Grande la commozione. Una messa con un duplice significato: il ringraziamento a tutti gli operatori sanitari – infermieri, volontari, Croce verde, Rossa, la carica dei tantissimi della Protezione civile – ma anche medici e specialisti che ogni giorno lavorano per alleviare le sofferenze delle persone.
E un “addio” sempre meno timido a un’era buia, la più triste che la storia recente ricordi. «Questo luogo ci lascia l’eredità di un dramma che la nostra gente ha vissuto e che ha toccato profondamente il nostro territorio» ha detto Moraglia «e che diventa un sguardo al futuro, per evitare quegli stili di vita che possono confliggere con la sicurezza delle persone più fragili. Non possiamo dimenticare che ci sono professioni e persone che sono tutti i giorni dell’anno sono a disposizione delle nostre fragilità».
E ancora: «Come operatori sanitari avete una grande possibilità: quella di curare dei corpi incontrando delle persone. Non possiamo sempre guarire come vorremmo, ma possiamo prenderci cura di chi ha una patologia fisica e soffre anche nello spirito. L’efficienza è importante, ma sono importanti anche un sorriso e una parola buona».
Il Palaexpo è entrato in funzione il 7 aprile 2021 con ben 16 linee di vaccinazione. L’avviamento è costato 345 mila euro, la spesa media mensile per l’energia è di 62 mila euro, quella per la manutenzione di 7.400 euro mese.
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Il contratto con Finint Investments Sgr scade a fine anno e – ha spiegato Contato – a febbraio il Pala Expo sarà riconsegnato. I vaccini saranno effettuati in uno spazio di 500 metri quadri in affitto in via Don Tosatto, al civico 149, a fianco a dove si trova la sede Usl e dove saranno attive due linee di vaccinazione.
«Il costo di gestione è troppo alto e ci sono spazi enormi che non ci servono» ha detto Contato.
«Ho passato due anni della mia vita qui» racconta Massimo Zemello, volontario della Protezione civile «c’era chi era in cassa integrazione causa Covid, chi alternava lavoro e turni, abbiamo presidiato questo luogo. Ricordo i box quando erano tutti operativi, la quantità di gente, fa strano vederlo vuoto. Dovevamo fronteggiare la tensione delle persone che si presentavano la sera a vedere se avanzavano vaccini fuori sacco, sono stati momenti critici. Ma è bella la collaborazione che c’è stata tra noi e i sanitari. Abbiamo rimesso in funzione questo luogo, adesso speriamo che questo investimento non vada perso e sia sfruttato per la città».