Pd, Alan Ferrari solo al terzo posto nel listino: «Sono sorpreso, ma il mio impegno non viene meno»
PAVIA. Il commissario provinciale del Partito democratico, Daniele Manca, aveva dichiarato: «Il senatore Ferrari ha svolto un lavoro positivo, è stato segretario d’aula e ha lavorato a importanti dossier». Ma alla resa dei conti, Alan Ferrari, già deputato e senatore uscente, è stato candidato al terzo posto del listino proporzionale per la Camera, dietro a una consigliera regionale e al ministro della Difesa uscente, Lorenzo Guerini. Lui stesso ammette: «Una posizione che, molto probabilmente, non mi consentirà di essere eletto in Parlamento».
Senatore, non si aspettava di essere candidato in una posizione così poco favorevole, vero?
«Sono sorpreso, non posso nasconderlo. Perché il lavoro di questi anni alla guida del gruppo dei senatori del Pd è stato così intenso da farmi credere che il mio partito lo avrebbe valorizzato di più. Ma la vita è così. Capita di avere un’occasione più grande di quella che si merita e capita di averne una minore».
Si era preso un attimo per riflettere. Cosa l'ha fatta cambiare idea?
«I motivi sono molti. Intanto il Partito democratico è il mio partito, a cui ho dato tanto e che mi ha dato tanto. E anche Pavia – il mio territorio - mi ha dato tanto. Quindi credo che sia corretto anche questa volta fare tutto il possibile per rappresentarlo. Inoltre…»
Inoltre?
«Ho deciso di accettare la candidatura perché solo poche settimane fa una politica malata ha mandato a casa Mario Draghi, colpendo nel cuore la reputazione dell’Italia. Ed impegnarsi di nuovo oggi, per me, accettando questa candidatura alla Camera dei deputati, significa riscattare quello scempio».
C'è chi profetizza autunno e inverno molto difficili.
«I prossimi mesi saranno complicati: le persone più fragili avranno bisogno di aiuto. E una voce come la mia può essere utile a far emergere -anche più pienamente nel mio stesso partito- che prima di tutto viene il lavoro. Da questo punto di vista il prossimo 25 settembre sarà una sfida cruciale».
Come sarà la sua campagna elettorale?
«Andrò nei campi, dai tanti amici agricoltori, a capire meglio come da questa tremenda siccità possa emergere un’opportunità per ripensare l’agricoltura. Andrò nelle imprese a capire meglio come aiutarle a creare lavoro. E anche nelle associazioni del terzo settore per ringraziarle di tutto ciò che fanno giorno per giorno, spesso anche in supplenza delle istituzioni».
C’è chi ipotizza una sua candidatura, nel 2024, a sindaco di Pavia…
«Ora pensiamo a battere la Meloni, quella è un’altra storia. Nel Partito democratico di Pavia ci sono tanti dirigenti bravi che possono fare il sindaco: tocca a loro».
Se non sarà eletto continuerà a fare politica?
«Non ho alcuna intenzione di abbandonare la politica e l’impegno civico. Intanto, il 25 settembre, lavorerò per battere le destre di Salvini e Meloni. E per le prossime settimane sto preparando una sorpresa. Ma è presto per parlarne». —