Gli scrittori austriaci Klinger e Maxian: «Trieste città ideale per un Café Sacher»
TRIESTE. A breve gli italiani amanti della torta Sacher non dovranno arrivare fino a Vienna per gustare quella famosa prelibatezza al cioccolato, ma basterà fare un salto a Trieste. L’apertura del Café Sacher in via Dante è un tassello d’un più ampio fenomeno socio-culturale che sta interessando la nostra città.
Non stupisce che già un anno fa uno dei due artefici del progetto, l’architetto Erich Bernhardt, abbia scritto con Georges Desrues quella che è stata definita la migliore guida storico-letteraria-culinaria su Trieste: “Triest für Fortgeschrittene: die Hafenstadt einzigartig erleben und schmecken” (Styria Verlag). Su queste novità abbiamo sentito il parere di due noti scrittori austriaci che ben conoscono la nostra città.
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Christian Klinger, lei vive tra Trieste e Vienna e a Trieste ha ambientato due suoi libri, l’ultimo è il giallo storico “Ein Giro in Triest” (Picus Verlag). Gli austriaci a Trieste comprano case, appartamenti, ville e attività commerciali; ora arrivano anche con uno dei loro più forti “trade mark”: la torta Sacher. A quando, concedendoci una battuta, l’annessione di Trieste all’Austria?
Tra poco! Siamo pronti con il nostro esercito, che non è però fatto di soldati o militari, ma di tante valigie piene di soldi. Purtroppo, cent’anni fa abbiamo perso il litorale, ma chi “torna” oggi a Trieste non lo fa per folle nostalgia, ma perché Trieste offre agli imprenditori possibilità d’investimento e di sviluppo che l’Austria non è più in grado di offrire. Per esempio il mercato immobiliare a Trieste ha prezzi che in Austria abbiamo dimenticato da decenni. E poi un ospite tende a rispettare di più le tradizioni e l’eredità culturale che può trovare in un posto come Trieste. Insomma, l’annessione è già fatta: ogni anno a Pentecoste o a Ferragosto, quando in centro città non si sente quasi una parola italiana, solo il dialetto austriaco.
Christian, lei è goloso? Preferirà mangiare la Sacher a Vienna o a Trieste?
Purtroppo lo sono. Chieda alla mia bilancia. E temo che mangerò la Sacher in entrambe le città. Ma all’originale preferisco la versione spuria con più marmellata all’interno.
L’altro autore che abbiamo raggiunto a Vienna è Beate Maxian, scrittrice e giornalista televisiva austriaca che, tra gli altri, ha ambientato un giallo nell’Hotel Sacher di Vienna e un romanzo d’amore con risvolti storici a Trieste, edito da Heyne Verlag.
Beate Maxian, lei ha già portato la Sachertorte a Trieste nel suo romanzo “Die Tränen von Triest”, presto avremo un autentico “Café Sacher” nel centro della città, che offrirà pure “Sacherwürstel”. Che ne pensa?
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Finalmente! Forse gli architetti Alfons e Bernhardt si sono lasciati ispirare dal mio romanzo, oppure ho capacità telepatiche. È da molto tempo infatti che penso che anche a Trieste un Café Sacher ci starebbe proprio bene. A proposito, le salsicce Sacher sono sempre servite anche al Ballo dell’Opera, quindi si potrebbe esportare anche quello a Trieste. Sarebbe un’ottima cosa.
Beate, uno dei suoi ultimi romanzi gialli, “Mord im Hotel Sacher”, è pieno di torte Sacher. Pensa che in futuro qualche suo nuovo poliziesco potrebbe avere il sapore di una Sacher triestina?
Mi ha dato un’idea. Quindi tenete gli occhi aperti: se vedrete aggirarmi nel Café Sacher di Trieste, potrebbe accadere proprio questo e chissà cos’altro ancora...