Sottil dopo il pari con la Salernitana: «Bicchiere mezzo pieno con la difesa a 4»
Da dove partire? Da quel «bicchiere mezzo pieno», oppure da quella frase sull’assetto della ripresa (il 4-3-2) che ha visto un’Udinese molto più ordinata? «Sapete quanto a me piaccia giocare con il 4-3-1-2 – dice l’allenatore dell’Udinese a precisa domanda sulla disposizione scelta a inizio ripresa dopo l’espulsione di Perez –. Soluzione alternativa per il futuro? Perché no. Abbiamo fatto bene, ho tolto Makengo perché era già ammonito e perché Lovric da mezzala ha più caratteristiche di raccordo e di uscita palla al piede. Sono d’accordo sul fatto che oggi si esprima meglio da mezzala che da volante davanti alla difesa, ma lavorandoci potrà tornarci utile anche da centrale».
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RIMPIANTI
Paradossalmente l’Udinese ha convinto di più nel secondo tempo quando è rimasta in inferiorità numerica: «Abbiamo rischiato poco e in almeno due tre ripartenze potevamo anche riuscire a vincerla. Penso alle conclusioni di Walace e Beto, ma anche ad altre occasioni. Avremmo meritato di vincere e ai ragazzi non posso rimproverare nulla, anzi. Sono contento di quello che hanno fatto».
FALSA PARTENZA
All’inizio, invece, era stata soprattutto la Salernitana ad andare vicino al gol: «Siamo partiti un po’ contratti – la lettura del mister bianconero –, ma poi siamo cresciuti e abbiamo avuto diverse occasioni per sbloccarla. Peccato che poi sia arrivata l’espulsione di Perez».
FISCHI STONATI
Rosso corretto, anche se Sottil non è del tutto convinto, come lo lascia perplesso la decisione del Var di togliere il rigore inizialmente assegnato da Aureliano per il mani di Bronn. «Mi lascia perplesso, come mi aveva lasciato perplesso la decisione di dare il rigore sabato scorso al Milan. L’arbitro ha detto che il pallone ha colpito l’ascella, io avevo visto un braccio alto che copriva uno spazio improprio. Boh, non lo so».
I SINGOLI
Meglio soffermarsi sui singoli. La nota positiva è sicuramente Udogie. «Lo conoscete meglio di me, ha forza fisica, può giocare a cinque o a quattro senza problemi. Ha fatto due grandi diagonali». Difende Success: «Ha lavorato molto», poi chiude su Perez: «L’ho messo largo a destra e rifarei la stessa scelta. Ebosele è un ragazzo giovane al quale va dato tempo per crescere».
A pensar male quella scelta può anche essere interpretata come un messaggio alla società: compratemi un esterno destro al più presto. Arriverà, deve arrivare, è solo questione di tempo.