Bibione, minorenne rapinato in spiaggia e torturato con una sigaretta
Si apparta in spiaggia, alle due di notte, con una ragazza conosciuta in discoteca, a Bibione Pineda. Tutto sembrava tranquillo ma all’improvviso, dal buio, sono spuntate 5 persone che lo hanno immobilizzato e rapinato di due braccialetti di scarso valore, del cellulare e delle scarpe che indossava.
Una rapina di una violenza impressionante: la vittima, un ragazzo di 16 anni di Treviso, è stato marchiato a fuoco dagli aggressori con una sigaretta, al volto e a un braccio.
Ieri il padre del ragazzo ha presentato denuncia alla stazione dei carabinieri di Treviso. E lì sono emersi i particolari inquietanti.
Ora si cercano 5 ragazzi di origine nordafricana, tutti alti, più del metro e 80. Sono loro ad aver avvicinato l’adolescente mentre stava parlando in spiaggia con una ragazza in vacanza come lui, incontrata nella vicina discoteca Shany. «Ero terrorizzato» ha raccontato ieri il giovane, prima che il padre presentasse la denuncia, «non riuscivo a muovermi, mi avevano immobilizzato. Ho cercato di ribellarmi ma poi ho desistito. Ora sto cercando di dimenticare».
Il ragazzo ricorda tutto lucidamente, come se fosse un incubo ricorrente, difficile anche da elaborare: «Io faccio palestra quando sono a Treviso, ma non ho reagito.
La ragazza che era con me non è stata sfiorata per fortuna, l’hanno lasciata in pace. Io invece sono stato preso di mira: mi hanno sfilato la cintura, mi hanno rubato la felpa, mi hanno portato via le scarpe».
E il padre aggiunge: «Quanto accaduto a mio figlio è uno scandalo che non deve più ripetersi. Se la sono presa in 5 con un ragazzo, erano tutti molto robusti, fisicamente ben dotati». La descrizione della notte da incubo fatta in sede di denuncia dà comunque una descrizione abbastanza accurata dei banditi. Erano tutti vestiti in jeans e maglietta, due di loro avevano capelli legati a treccine.
Uno ha chiesto improvvisamente al 16enne di provare la cintura dei pantaloni, senza aver cura del fatto che era in intimità con la ragazza. La cintura era di Gucci: «Al mio rifiuto» continua il ragazzo, «uno dei cinque mi ha tenuto fermo, mentre un terzo me l’ha sfilata con la forza. Poi mi hanno messo le mani in tasca e si sono impossessati del mio I-Phone 6S, che ho già bloccato.
La cover conteneva la mia carta di identità». Il 16enne ha tentato inizialmente di divincolarsi, poi ha desistito, era troppo pericoloso: «Uno di loro», questo l’episodio più grave e umiliante, «si è sfilato la sigaretta dalla bocca e mi ha marchiato con la sigaretta accesa sul viso e sul braccio destro. Mi ha provocato delle ustioni, che però non ho refertato».
L’adolescente è stato derubato anche dei mocassini e della felpa che teneva legata alla vita: i banditi lo hanno lasciato con addosso solo i pantaloni e una maglietta, fuggendo verso la spiaggia facendo perdere le proprie tracce. Il ragazzo, frastornato e consolato dalla ragazza, non è riuscito a chiamare subito il 112 o il 113. Ma il giorno dopo, confortato dal padre, ha chiamato la stazione dei carabinieri di Bibione.
Del fatto però era stata informata anche la polizia locale del distretto Venezia Est. L’I-Phone era dotato di un’applicazione attraverso cui si può geolocalizzare, ma dal momento della rapina risulta spento. Se dovesse essere riacceso la vittima dovrà avvertire subito i carabinieri. Oltre al danno la beffa. Il 16enne non è riuscito a sporgere prima la denuncia, perché di ritorno da Bibione ha avuto la febbre, forse uno sfogo per la tensione. Anche i carabinieri di Treviso stanno indagando per prendere la banda.
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