Bagnano orti e giardini nonostante il divieto per la siccità: quattro multati
Tolleranza zero era stata promessa e tolleranza zero è stata: sono fioccate le prime quattro multe per chi ha innaffiato orti e giardini in violazione dell’ordinanza comunale che lo vieta.
È molto determinato, il sindaco di Pasian di Prato, Andrea Pozzo, a far rispettare quanto stabilito con la sua ordinanza 46 del 15 luglio, con la quale recepisce il Decreto del presidente della giunta regionale del 23 giugno, e che stabilisce le sanzioni amministrative (da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro) previste per chi violi il divieto di utilizzare l’acqua potabile per «l’irrigazione di giardini, orti e parchi, il lavaggio di automezzi (salvo impianti autorizzati), il riempimento delle piscine private e quant’altro non sia strettamente necessario ai fini del fabbisogno umano».
«Con l’episodio di venerdì è stato superato ogni limite di tolleranza: anche se i prati non ne hanno bisogno visto che ha appena piovuto, in un giardino era in piena funzione un irrigatore con il getto che arrivava fino a metà strada».
Esordisce così il sindaco, spiegando che «ci sono ancora molti residenti che utilizzano acqua potabile per innaffiare il prato all’inglese o mantenere belli fioriti vasi e balconi, mentre si è ancora di fronte alla più grave crisi idrica che il territorio abbia mai dovuto affrontare, visto che la pioggia di giovedì ha portato un po’ di sollievo ma non ha certo risolto il problema della carenza di acqua.
Per fortuna, però, è finalmente cambiata la mentalità, soprattutto dei cittadini rispettosi della legge, che vedono che il loro sacrificio viene vanificato dall’egoismo di altri, magari dello stesso vicino, il cui prato è invece verdissimo in barba alla legge» .
«Sono infatti pervenuti, in via confidenziale, alcuni file di foto e video – prosegue – che non lasciano margine a replica alcuna: orario, quantità dei getti d’acqua, durate e frequenze, tutto documentato.
La polizia locale, mandata tempestivamente sui posti segnalati, ha pertanto potuto constatare e verbalizzare le violazioni dell’ordinanza. In un caso, si è potuto scoprire un sistema di irrigazione automatizzato che manteneva innaffiato a giorni alterni il prato, mentre i proprietari erano in vacanza, con talmente tanta acqua che un rigagnolo arrivava sull’asfalto.
Oltre alle multe ed alla sospensione forzata delle innaffiature, i responsabili ora saranno oggetto di attenzione mirata da parte delle forze dell’ordine.
Ringrazio i cittadini, senza la cui collaborazione sarebbe molto più difficile intervenire. D’altra parte, è anche una forma di autotutela: non si può far finta di nulla e poi lamentarsi se dovremo arrivare al razionamento dell’acqua anche per scopi essenziali.
Ora speriamo che la notizia delle visite a domicilio da parte dei vigili con conseguenti verbali e multe facciano capire ai malintenzionati che i tempi sono cambiati e che non si potrà più fare affidamento sul silenzio compiacente di chi vede, ma fa finta di nulla», conclude Pozzo.