Il grande tuffo della triestina Elisa Cosetti: «Noi siamo dei matti. Il segreto? Mi diverto e posso fare di più»
TRIESTE Ha badato soprattutto a divertirsi, accantonando l’insonnia della vigilia e quel “tormento” dell’obbligo di una medaglia in chiave di riscatto.
Medaglia che invece è arrivata e che profuma di storia quella di bronzo conquistata dalla “Supergirl” della Triestina Nuoto, Elisa Cosetti, nei tuffi dalle Grandi Altezze, specialità che ha debuttato ai campionati europei di nuoto a Roma, portando sul podio anche l’ucraina Vyshyvanova e la neo campionessa continentale, la tedesca Schimdbauer.
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Venti gli anni di Elisa Cosetti, venti i metri che le tuffatrici da “Grandi Altezze” devono affrontare danzando in volo da una piattaforma. Alle copertine l’atleta triestina era in fondo abituata, forte del fatto di essere stata la prima italiana a poter competere nel circuito della Red Bull Cliff Diving World Series. Ora le cose erano però diverse, disegnate forse da meno spettacolo e più rigore agonistico: «Anche questo è stato un grande risultato – ha commentato Elisa Cosetti dopo il podio di Roma – vedere i tuffi dalle Grandi Altezze in una competizione ufficiale come gli europei rappresenta un impulso particolare per il settore. Non siamo insomma solo quei “matti” che si tuffano solo per dare spettacolo nel mondo». Un bronzo nel complesso non casuale.
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Elisa Cosetti ci contava ma per lasciare un segno a Roma ha saputo volteggiare anche tra stress e strategia: «La notte della vigilia non ho dormito proprio – confessa – pensavo di poter puntare ad un podio ma nel contempo ero anche tormentata. Pensavo inizialmente che una medaglia fosse una specie di obbligo per ripagarmi dell’impegno e questo mi stava bloccando. Ho agito allora in modo molto diverso, allontanando l’ansia badando invece a divertirmi».
La formula ha funzionato, non solo ha stemperato la tensione ma regalato alla fine pure qualche piccolo rimpianto: «Sono felice – ha aggiunto – anche se, lo confesso, a rivedere le cose potevo anche fare di più..».
Una medaglia che quindi ripaga e che apre a possibili nuovi orizzonti. Elisa Cossetti potrebbe infatti optare per una scelta di vita e accettare l’offerta di una borsa di studio in un Collage negli Stati Uniti, dove poter conciliare studio e sport di livello: «Una bella offerta – ammette l’atleta triestina – anche se l’attività in questione non riguarderebbe le “Grandi Altezze” ma i Tuffi olimpici. Io vorrei invece restare nella specialità che amo, quindi la vedo dura».
Amore infatti a prima vista quello tra le “Grandi Altezze” ed Elisa Cosetti. Una scintilla scoccata nel 2019 a Trieste nell’ambito di una manifestazione sulle Rive nell’ambito di Mare NordEst e che consentì un’estemporanea vetrina da una piattaforma allestita sull’Ursus, il pontone galleggiante. Da quel momento la vita di Elisa Cossetti è cambiata. Tuffi sì, ma da altezze siderali, una missione incoraggiata da un mentore eccellente come Alessandro De Rose, proseguita sotto le cure dell’insegnante Nicole Belsasso e rifinita dalla Scuola Nazionale delle Grandi Altezze voluta dalla Federazione. Quasi sicuramente l’America può attendere. Ora è tempo di tornare nel circuito Red Bull, a Polignano a Mare, e poi giocarsela alla Coppa del Mondo e ai Mondiali in Giappone nel 2023, altri “spot” che potrebbero magari incentivare l’entrata della specialità alle Olimpiadi.
A Trieste Elisa Cossetti ci tornerà a breve, dopo una breve vacanza, magari per festeggiare il bronzo con qualche volo a Barcola e dintorni: «Oppure preparandomi per le prossime Olimpiadi delle Clanfe – chiosa divertita la campionessa – quest’anno ero in giuria ma nelle prossime magari mi cimento anche io..».