L’Ulss attiva lo sportello per il controllo dei funghi con il gruppo Bresadola
BELLUNO. Attivato lo sportello dell’Ulss 1 Dolomiti per il controllo dei funghi raccolti dai cittadini. Funzionerà grazie alla collaborazione con il gruppo micologico Bresadola.
Dopo diversi mesi di trattative, alla fine è stata firmata la convenzione tra il Servizio igiene degli alimenti del dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria e il gruppo micologico bellunese rappresentato dal presidente Fabio Padovan. Una scelta, quella dell’Ulss, dettata dalla mancanza di tecnici sanitari esperti di micologia all’interno del dipartimento.
In attesa che il personale dell’azienda sanitaria completi il percorso formativo, la direzione strategica ha deciso di rivolgersi all’associazione Bresadola per poter garantire un servizio che da anni viene reso all’interno del dipartimento di Prevenzione e che dà risposte importanti a chi ha raccolto funghi, ma ha qualche dubbio sulla loro commestibilità.
«Parliamo di un servizio importante», spiega il vice presidente del gruppo Bresadola, Oscar Cora, ex direttore del servizio di igiene degli alimenti dell’Ulss, «che è richiesto dai cittadini per una loro maggiore sicurezza. Per questo invito chi cerca una consulenza, a portare all’appuntamento non solo dei campioni dei funghi raccolti, ma tutti i funghi, così da evitare brutte sorprese».
Per questo servizio la direzione generale dell’azienda sanitaria ha investito 3 mila euro per i tre mesi di attività: il controllo dei funghi sarà garantito fino a metà ottobre al drive-in di San Gervasio, all’interno dell’area dell’ospedale di Belluno, dalle 18 alle 19, dal lunedì al venerdì, solo su appuntamento. Per richiedere la consulenza dell’esperto micologo, il cittadino può chiamare la segreteria del servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione allo 0437/516910 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. L’associazione metterà a disposizione in media due persone per questo scopo.
Intanto, con le piogge di questi ultimi giorni, i funghi iniziano a farsi vedere nei boschi bellunesi. Si tratta perlopiù di porcini, russole e finferli. «La stagione», prosegue Cora, «quest’anno non è stata bella, ma qualcosa possiamo recuperare ancora».
In calo anche la radioattività dei funghi. Dopo Chernobyl, l’Arpav, infatti, aveva avviato dei campionamenti annuali per verificare la presenza di cesio 137 nei funghi. A distanza di 36 anni, i prelievi sanitari effettuati hanno evidenziato una progressiva riduzione della radioattività. «Solo alcune specie come Rozites caperata e Hydnum repandum presentano ancora significative quantità di cesio 137», spiegano gli esperti, «mentre tutti i campioni raccolti di finferli e finferle (Cantharellus cibarius e tubaeformis), che nell’immediatezza del disastro nucleare erano stati interessati dalla presenza di cesio 137, sono risultati ampiamente entro il limite dei 600 becquerel previsto come limite prudenziale dall’Unione europea per il loro consumo. Praticamente esenti da cesio i funghi porcini (Boletus edulis)». paola dall’anese