Rivara, ex insegnante cade dal balcone e muore: «Il tuo sorriso per sempre con noi»
RIVARA. Si sono tenuti sabato mattina nella chiesa parrocchiale di Rivara, i funerali di Paola Gays, per tutti Linuccia. Venerdì sera, sempre in parrocchia, il rosario.
L’ex insegnante, sposata con Eugenio Bertoldo e mamma di due figli, Andrea e Cristiano, è stata trovata cadavere, mercoledi 17, alle 21, in pieno centro a Rivara. La donna, 77 anni, è caduta dal balcone di casa, dal terzo piano, ed è morta sul colpo. «Probabilmente ha accusato un malore e sporgendosi ha perso l’equilibrio cadendo nel vuoto», ha detto una vicina di casa, la prima a chiamare i soccorsi dopo «aver sentito un tonfo sordo» ed aver visto l’amica sull’asfalto ai piedi del condominio.
Inutili tutti i disperati tentativi del personale medico del 118 per tentare di rianimarla. Sul posto anche i vigili del fuoco di Rivarolo e i carabinieri di Rivara ai quali sono affidati gli accertamenti del caso per chiarire esattamente la dinamica dell'accaduto.
Una notizia, quella della scomparsa di Paola Gays, accolta con sgomento e profondo dolore anche dagli ex componenti della Cooperativa sociale Cristina di Levone dove Linuccia, come tutti la chiamavano, in qualità di volontaria, aveva prestato la sua opera per più di dodici anni. Un legame, quello con i “suoi” ragazzi e tutti coloro che, indistintamente si erano avvicinati alla cooperativa, specializzata nell’insacchettamento del cioccolato e nella produzione delle mini scatole, strettissimo, che era proseguito anche dopo la chiusura della cooperativa Cristina, nel 2020.
«Linuccia era una persona straordinaria, capace di dispensare affetto in modo esclusivo – la ricordano, affranti, dalla cooperativa - . Quando era arrivata a Levone aveva capito, da subito, che la sensibilità che si respira in piccoli mondi come il nostro, dove non ci sono abili e diversamente abili, ma persone che interagiscono tra loro, e si completano, è qualcosa che ti arricchisce, giorno per giorno. Linuccia era disponibile, generosa, premurosa, non c’era occasione in cui non ce l’abbia dimostrato. Sia nella fase del lavoro, molto intensa in alcuni periodi dell’anno, che dello svago (festeggiavamo tutti i compleanni e il 17 aprile, il giorno del suo e di un altro componente della cooperativa, era un momento davvero speciale), averla accanto ci riconfermava come Cristina fosse una minuscola, ma insostituibile famiglia. Noi ci siamo sentiti tale, per lei, e siamo convinti che per Linuccia fosse lo stesso. Aver percorso un tratto di vita insieme è stato un privilegio. Lei, come gli altri componenti della cooperativa che ci hanno lasciato prematuramente, rimarrà sempre nei nostri cuori. La sua dolcezza, il suo sorriso, ci accompagneranno».
«Linuccia - dicono in paese - era di una dolcezza straordinaria e il suo sorriso illuminante. Aveva sempre una parola buona per tutti e la sua scomparsa è una perdita per la comunità».