Vaiolo delle scimmie, salgono a 10 i casi in provincia di Pavia
PAVIA. Altri due casi di vaiolo delle scimmie registrati in provincia: sale a dieci il numero di pazienti che hanno contratto la nuova forma di un virus eradicato con la massiccia campagna di vaccinazione terminata negli anni Ottanta.
Nell’aggiornamento regionale di due settimane fa i positivi in provincia erano otto, 284 in Lombardia. Salgono ora a 314 in regione: la quasi totalità sono maschi adulti sotto i 40 anni. Fascia d’età, cioè, che non ha acquisito l’immunità con la precedente campagna vaccinale. Solo due le donne al momento positive in Lombardia.
Dopo Brescia, il distretto Ats di Pavia è tra quelli meno lambiti dal contagio, che in quasi tutti i casi porta a sintomi che non richiedono il ricovero in ospedale. La manifestazione più comune della malattia è il rash, cioè le eruzioni cutanee tipiche del vaiolo: appaiono sulla pelle sotto forma di vescicole che, dopo la cicatrizzazione, si staccano determinando la fine del decorso della malattia. Il sintomo è stato notificato in oltre 280 casi lombardi. Anche la febbre è un segno comune, riportato da oltre 170 pazienti. Meno l’ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia) che sembra essere presente in poco più un ammalato su due.
Tutto esaurito per le vaccinazioni antivaiolo in Lombardia: già un migliaio quelle somministrate a distanza di dieci giorni dall’apertura delle prenotazioni sul portale Prenotasalute. La domanda ha di fatto saturato l’offerta del primo lotto di vaccino Jynneos, donato all’Italia dalla Commissione Ue.
Al momento non si tratta di una campagna di massa, perché la somministrazione è offerta soltanto alle categorie considerate a rischio contagio, come gli operatori e i medici di laboratorio impegnati nell’attività di analisi dei campioni. O gli omosessuali, come uomini che hanno rapporti con altri uomini, le persone trans e chi ha una storia recente di rapporti con più partner. Per arrivare con la giusta sensibilità a questa categoria di persone, Regione ha coinvolto alcune associazioni della comunità Lgbt+ nella task force per il contrasto alla malattia.
In provincia, le vaccinazioni si fanno al padiglione di Malattie infettive del San Matteo, che fa parte della rete dei centri di contrasto per le infezioni sessualmente trasmesse (Ist). Sono già 64 le persone vaccinate a partire dal 10 agosto. Nelle prime 24 ore dopo l’apertura delle prenotazioni, le richieste al policlinico sono state 121. Esaurendo, in sintesi, il primo lotto di vaccini assegnato alla provincia.