Numero chiuso a Venezia, i commercianti: un’opportunità per Mestre
MESTRE. Riaccendere le vetrine spente come ha fatto lo Spazio Chorus allestito all’angolo di via Carducci in un negozio sfitto e puntare sul turismo e sulle sue potenzialità, canalizzando i flussi soprattutto ora che si parla di numero chiuso nel centro storico e di limitazione degli affitti turistici. L’appello arriva da Confesercenti metropolitana Venezia, dove il 20 luglio si è svolto il primo bilancio della rigenerazione urbana avviata nel cuore della città grazie a un bando della Camera di commercio.
MESTRE CITTA’ ACCOGLIENTE
Ne è convinto il direttore di Confesercenti, Maurizio Franceschi. «Mestre deve puntare sull’economia turistica approfittando della sua vicinanza a Venezia. Oggi i nuovi alberghi sono un dato di fatto, le polemiche sono superate: in città c’è un ricettività importantissima legata a Venezia, perché a Mestre si alloggia e in terraferma si esce la sera. Mestre deve diventare città accogliente per i turisti, soprattutto con la nuova stazione, porta principale futura. Da una parte il campus, l’università, gli alberghi. Dall’altra la piazza, il centro, il Museo. L’area intermedia, ossia via Piave Carducci etc, deve rigenerarsi e riqualificarsi grazie a strutture ricettive, B&B e investimenti residenziali di chi ci vive. Economia turistica significa un sistema di servizi dove i turisti percepiscono la qualità e l’accoglienza: dobbiamo produrre una proposta culturale che mette assieme Forte Marghera, il teatro Toniolo, il Multisala, il piano della ristorazione, l’apertura dei locali.
REGIA PUBBLICA
«Per farlo serve una forte regia pubblica che investa: non serve intercettare i flussi, quelli ci sono, bisogna offrire contenuti e tutto il bello che Mestre può dare: dall’enogastronomia alla tradizione commerciale». «Il turismo per Mestre è un potenziale inesplorato» commenta Alvise Caniello, direttore Ufficio sviluppo «per questo vanno creati percorsi alternativi, intrattenimento, scoperta delle eccellenze e soprattutto si deve trovare una modalità per incanalare i flussi e mettere in comunicazione le attività ricettive». Che significa anche locali aperti fino a tardi, chiusure posticipate dei negozi e via dicendo.
MANIFESTO PER LA CITTA’
Il 20 luglio è stato fatto anche un bilancio dello Spazio Chorus: 60 incontri e oltre un migliaio di ingressi nell’ex negozio sfitto allestito all’angolo di via Carducci: occasione di mostre, incontri culturali, presentazioni di libri, dibattiti e workshop realizzati grazie a un bando vinto in Camera di Commercio Venezia Rovigo sul tema della rigenerazione urbana. «È la testimonianza che se ci sono occasioni di incontro di qualità ed eventi culturali, i flussi tornano anche nelle aree della città più degradate» ha spiegato Andrea Crescente, coordinatore Confesercenti per Mestre e referente del “Progetto Chorus” «il nostro impegno è di proseguire in modo diffuso, magari itinerante, anche in altre aree degradate della città a partire da settembre». Tra gli obiettivi anche quello di produrre un Manifesto per la città a partire dalle idee raccolte durante gli incontri.