Multe dell’autovelox annullate: Arsiè fa ricorso con Quero e Feltre
FELTRE. Si allunga le lista dei Comuni feltrini impelagati nelle maglie della giustizia con gli automobilisti che fanno ricorso contro le sanzioni elevate dagli autovelox in base all’articolo 142 del Codice della strada. A Feltre e Quero Vas ora si aggiunge Arsiè che ha dato mandato a un legale per ricorrere al tribunale di Belluno contro una sentenza del Giudice di pace dello scorso mese di giugno che ha dato ragione all’automobilista. Il motivo è quello si trascina da qualche anno: gli apparecchi che rilevano le infrazioni sono “approvati” ma non “omologati”. E questa differenza ha spalancato le porte ai ricorsi da cui non si sottraggono nemmeno le amministrazioni di casa nostra.
Feltre, che già ha dovuto adeguare la segnaletica lungo le strade interessate dai controlli a causa dell’uso dello scout speed in movimento, ha comunque deciso di tenere tutto fermo, visto che l’autovelox in dotazione è approvato ma non omologato. Non sono di questo avviso né il sindaco di Quero Vas, Bruno Zanolla, né il collega di Arsiè, Luca Strappazzon. Quest’ultimo si è ritrovato sulla scrivania la prima sentenza del giudice di pace che ha dato ragione a un automobilista e non ci ha pensato due volte a presentare ricorso: «L’autovelox, anche se non omologato, è approvato», spiega il sindaco di Arsiè, citando analoghe sentenze che di recente hanno dato ragione agli enti locali dotati di questo sistema di telerilevazione, anche se la Cassazione ha stabilito che gli autovelox devono essere non soltanto approvati ma anche omologati. In buona sostanza: l’approvazione, da parte del Ministero, del sistema di rilevamento della velocità da remoto non è sufficiente. E non basta neanche che la contestazione dell’avvenuto superamento del limite di velocità avvenga immediatamente, occorre che l’apparecchiatura sia omologata. «Noi dimostreremo invece, su precedenti che danno ragione agli enti in Tribunale, mi riferisco ad esempio a quello di Milano, che l’approvazione fa testo. Per questo ci siamo affidati a un legale, l’avvocato Massimo Moretti del Foro di Belluno, attribuendogli l’incarico per la presentazione del ricorso con ogni ampio mandato di dire, eccepire e dedurre quanto riterrà opportuno nell’interesse del Comune. Confidiamo che il Tribunale accolga la nostra istanza che, ripeto ancora una volta, non è fatta per punire gli indisciplinati, alcuni dei quali superano fino a trenta chilometri orari in più i limiti fissati a 90 con tolleranza fino a 98, ma per ridurre i rischi alla pubblica incolumità».
Una ventina i ricorsi con i quali sta facendo i conti il Comune di Quero Vas: «Nel momento in cui l’apparecchio che rileva la velocità è affidabile mi sembra ridicolo che si vada a fare distinzione tra approvazione e omologazione dell’autovelox invece di stigmatizzare chi magari è passato a 140 all’ora dove il limite è 90, come nel nostro caso. Più volte mi è stato ribadito dai tecnici che l’apparecchio è a posto. Dimostreremo in tribunale le nostre ragioni e i legali che ci rappresentano sono fiduciosi di portare a casa il risultato. Ribadisco che il vero tema è giudicare chi mette a rischio la propria vita e quella degli altri utenti della strada con un atteggiamento irresponsabile».
Il Comune di Feltre è stato il primo a trovarsi sul tavolo un ricorso. Quello è stato il momento in cui il comandante della polizia locale Filiberto Facchin ha chiesto e ottenuto dalla precedente amministrazione comunale di tenere tutto in stand-by in attesa di una sentenza chiarificatrice del Tribunale di Belluno. Quindi niente controlli della velocità né con l’apparecchio montato sull’auto di servizio in movimento, né in modalità fissa, in quanto anche l’autovelox in dotazione alla polizia locale di Feltre è approvato, ma manca di omologazione. La Cassazione ha chiarito le modalità di controllo con l’auto in movimento e il Comune di Feltre si è adeguato aggiornando la segnaletica. Ma la questione dell’omologazione, quella no, non è ancora risolta.L.M. - R.C.