A 400 chilometri dalla Terra, Samantha Cristoforetti "passeggia" nello Spazio: è la prima donna europea
Un’ora circa di ritardo. Ma per una attività extraveicolare, quelle popolarmente note come “passeggiate spaziali”, vale la pena anche una lunga attesa.
E così, dopo quasi due ore trascorse nella camera di decompressione (chiamato “airlock” in termine Nasa) quella cioè che serve a far si che l’ossigenazione del corpo possa adattarsi all’escursione nel vuoto cosmico all’interno dello scafandro, e Samantha Cristoforetti è diventata la prima astronauta europea a compiere una attività esterna ad un veicolo o modulo spaziale.
La Cristoforetti ha fatto capolino fuori dal portellone, per poi indietreggiare e infine uscire per la più spettacolare delle operazioni astronautiche. L’attività extraveicolare è iniziata alle 16,50 ora italiana.
L’uscita è avvenuta mentre la Stazione Spaziale attraversava una zona di luce, durante la sua orbita di 93 minuti, sopra l’Atlantico a 400 chilometri dalla Terra e dopo avere sorvolato l’Argentina.
Il modulo è quello russo chiamato “Nauka”, l’ultimo arrivato, proprio il 21 luglio di un anno fa, e dopo molti anni di rinvii. E’ un modulo adatto come “sezione di compensazione” e può avere anche utilizzi di modulo abitativo.
D’altra parte la “passeggiata” è russo-europea, poiché con Samantha è uscito anche il comandante russo Oleg Artemijev. E il lavoro da svolgere sui concentrerà proprio su componenti europee e russe della Stazione Spaziale Internazionale.
Il lavoro dei due cosmonauti all’esterno, che indossano l’ultimo modello dello scafandro russo “Orlan”, 112 chilogrammi e tuta a corpo unico, e sono collegati con un sottile “cordone ombelicale” al modulo della Stazione, durerà 7 ore e quindi terminerà quando in Italia sarà quasi la mezzanotte. Samantha è riconoscibile per le strisce blu sullo scafandro, mentre Artemijev indossa strisce rosse.
Sette ore, è il tempo quasi al limite di autonomia delle tute Orlan. Ma non sarà, in senso concreto, una passeggiata: l'astronauta italiana e il suo collega russo lavoreranno all'esterno della Stazione Spaziale per lavorare allo stesso modulo Nauka, per manutenzioni esterne,al programma ERA (European Robotic Arm) il primo robot in grado di "camminare" attorno al segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale. Leggero e potente, lungo oltre 11 metri, il braccio ha la capacità di ancorarsi a dei punti fissi della Stazione e di muoversi avanti e indietro da solo. Servirà come braccio manipolatore principale nella parte russa della Stazione Spaziale. I suoi sette giunti possono gestire carichi utili di diverse tonnellate con un'ampia gamma di movimenti per le attività di assemblaggio. Samantha controllerà che la protezione dell’unità della telecamera del braccio sia sufficientemente nitida da consentire a un laser di guidare il braccio nelle operazioni di presa e spostamento.
Durante l’attività extraveicolare è anche previsto il rilascio in orbita di 10 nano-satelliti, talmente piccoli che i due astronauti potranno lanciarli a mano.
Antonio Lo Campo