Ivrea. Ipotesi dehors gratis in cambio di aperture domenicali: dai bar ancora nessuna proposta
/ ivrea
Nemmeno l’opportunità di continuare a non pagare il plateatico convince i bar a restare aperti la domenica. Per ora è così. Sarà che ci sono stati i Mondiali di canoa, e prima ancora la Grande invasione e la tre giorni della Capitale del libro, e fino a domenica scorsa è stato il turno di San Savino, con un programma spalmato su due settimane. Sta di fatto che la proposta avanzata in tarda primavera dall’assessore al Commercio Costanza Casali per far sì che Ivrea smetta di aver “tutto chiuso la domenica” rischia di cadere nel vuoto.
I plateatici liberi erano stati introdotti l’anno scorso come misura di sostegno dopo il Covid, e da allora erano stati prorogati fino all’ultimo rinnovo che scadrà a settembre. Dopo di che, o gli esercenti propongono un programma di aperture festive e domenicali anche a turno in abbinamento a eventi, così da vivacizzare la città nel giorno in cui - è un dato di fatto - è arduo anche solo prendere un caffè, oppure spiacenti. Si torna indietro. Calcolando che i dehors a costo zero non solo valgono almeno mille euro a testa risparmiati dall’inizio della pandemia, ma vogliono pure dire un maggior numero di clienti, i più ottimisti pensavano a una risposta entusiastica. Invece Marco Vercellino, 47enne di San Martino, titolare del Bar della Posta di piazza Freguglia e presidente della Consulta del commercio di Ivrea, sa che davanti a sé ha una strada in salita.
Già la premessa dice molto. Della Consulta fanno parte 25 commercianti, quando a Ivrea le insegne commerciali sono oltre 700. Di queste, 150 corrispondono a bar, ristoranti, locali per la somministrazione di cibi e bevande, la categoria interessata alla questione dei tavolini. E settembre è dietro l’angolo.
«Ma io non mi do per vinto – sottolinea subito Vercellino –. Posso dire che ci sono molte divisioni tra gli operatori e tanti entrano nella Consulta pensando di coltivare il proprio orticello. Invece, se Ivrea vuole davvero porsi come città turistica, anche i commercianti devono fare la loro parte restituendo alla città un servizio. Voglio dire: che brutto leggere i commenti di chi viene a visitare Ivrea e consiglia di non tornare “perché è tutto chiuso”. Ecco, i Mondiali di canoa non sono stati per niente colti come opportunità dalla nostra categoria e a San Savino erano molti di più i bar chiusi di quelli aperti. Per questo non mollo. Passato San Savino, dobbiamo tornare a sederci attorno al tavolo e parlarne». «Rischiamo di arrivare tardi», gettando alle ortiche un’opportunità.
«Chi fa questo mestiere lo sa – continua poi Vercellino – il Covid ha cambiato molto la domanda, gli avventori non riescono più a prescindere dai tavolini all’esterno, estate o inverno che sia». Come formulare una proposta a Casali, «lo vedremo, è tutto da decidere. ma per quanto mi riguarda possiamo partire anche in tre. Ci vuole tempo: se la prima domenica fai due caffè, la seconda ne farai quattro. Ma è così che crei giro. E non diamo la colpa alle bollette e ai costi del personale. I dehors gratis non solo sono una spesa in meno, ma ti garantiscono anche più coperti».