Contratto blindato, c’è proprio tutto: da merchandising a sponsor personali
Oltre 36 ore per stilare uno dei contratti più elaborati della storia giallorossa, quello su cui ha poi apposto la propria firma Paulo Dybala . Diverse le difficoltà incontrate da chi ha lavorato al contratto: a cominciare dai vari fusi da cui lavoravano le parti in causa, fino ad arrivare alla situazione Common Goal - progetto che vede alcuni calciatori tra cui Dybala devolvere l'1% del proprio stipendio ad iniziative benefiche nel mondo del calcio -.
E poi ci sono i dettagli veri e propri: dal reparto media al merchandising. Articolata da gestire è stata senza dubbio la questione dei diritti di immagine, che fruttano a Dybala tra i 20 e i 30 milioni di euro annui.
Ancora: l'opzione di rinnovo per il quarto anno, ma anche i bonus facili legati a presenze, gol, assist e rigori - indizio questo su chi sarà il prossimo specialista dal dischetto -.
Ormai celebre, poi, la clausola liberatoria da 20 milioni di euro: la logica è quella della partnership. Partendo dal presupposto che Dybala avrebbe potuto ricevere offerte più cospicue di quella della Roma , se qualcuno dovesse attivare la clausola sarà il calciatore a percepirne una percentuale. Ma anche la Roma potrà muoversi, rilanciando e riacquistando il giocatore. Con un aumento di stipendio o con un bonus alla firma che pareggi la percentuale che spetta a Paulo.
(Gasport)