Mantova, tentata frode in commercio: il pm chiede otto mesi
MANTOVA. Frode nell’esercizio del commercio: questo è il reato di cui sono accusati Paolo Carra (attuale presidente della Coldiretti) nella sua veste di legale rappresentante e presidente del consiglio di amministrazione della latteria sociale Rocchetta di Suzzara e Raffaele Terziotti, casaro dipendente della stessa latteria. Ai due viene contestata la tentata messa in vendita di 593 forme di parmigiano, prodotte tra il 2017 e il 2018, tutte prive della placca di caseina, la “targa” del formaggio. Solo 205 di queste riportavano la dicitura a puntini “Parmigiano reggiano”. Le forme erano in stagionatura nei magazzini generali fiduciari di Mantova e in un locale appositamente adibito del caseificio.
Il tentativo di vendita è stato considerato come possibile, ma non certo, dal maresciallo del Nas che ha eseguito i controlli e che ieri pomeriggio è stato sentito dal giudice Camillo. Quest’ultimo, infatti, sapendo che il formaggio era destinato alle Latterie Virgilio, di cui lo stesso Carra è presidente, ha controllato se le forme di formaggio consegnate alle Latterie corrispondessero alla quantità di latte usato per produrle. E così è stato accertato. I carabinieri del Nas hanno verificato la piena tracciabilità del prodotto. La vicenda si riferisce a un blitz compiuto dai Nas nel marzo del 2018, quando furono sottoposte a sequestro cautelativo nei due poli produttivi di Suzzara e Luzzara 18mila forme di Parmigiano Reggiano, per un valore commerciale di 10 milioni di euro. La difesa ha presentato un certificato del Ministero della Sanità che ha dato l’ok, smentendo le analisi eseguite nel laboratorio di Perugia. Le forme furono poi dissequestrate. Il pubblico ministero ha chiesto otto mesi di condanna. La sentenza è attesa per il 23 febbraio.— gol