No Tav, nuove proteste a Chiomonte: incendio, petardi, bombe carta e razzi. In 20 identificati dalla Digos: denunciati
Un altro incendio, ma questa volta anche lancio di petardi e razzi di segnalazione nautica contro le forze dell’ordine nel tentativo di forzare una cancellata. Nuove proteste nella notte nella zona del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, con protagonisti gli attivisti No Tav. La Digos ha identificato circa 20 persone che verranno denunciate. Già nella notte tra venerdì e sabato i dimostranti contrari alla Torino-Lione avevano ammassato legna al ‘Varco 1’ del cantiere della Tav, provocando fiamme alte circa 4 metri.
“Forse pensavano di avere intimidito qualcuno con le denunce di ieri a mezzo stampa, ma anche questa notte un grande falò ha indicato il cammino e dei fuochi sono caduti sul cantiere. Non molleremo mai“. E’ il testo diffuso su internet da attivisti No Tav a commento della nuova dimostrazione. Circa 200 manifestanti sono partiti in corteo dall’abitato di Giaglione. Per sbarrare loro il percorso che porta al cantiere di Chiomonte, lungo la pista nota come sentiero Gallo-Romano, le forze dell’ordine hanno eretto una cancellata metallica rinforzata che gli attivisti, dopo avere acceso il fuoco, hanno tentato prima di sfondare con un grosso tronco e poi di aprire con un flessibile elettrico. La polizia ha reagito con un idrante e la maggior parte dei manifestanti sono arretrati. In seguito una quindicina di No Tav hanno lanciato pietre, petardi, bombe carta e razzi di segnalazione nautica, secondo quanto riferiscono fonti delle forze dell’ordine.
La manifestazione No Tav è in corso dal 19 luglio e proseguirà fino a mercoledì 24. Già dopo i fatti della precedente notte, la Digos della Questura di Torino aveva identificato 50 attivisti del centro sociale Askatasuna di Torino e del Movimento No Tav. Ora ne sono stati identificati altri 20: verranno denunciati per violazione dell’ordinanza interdittiva del Prefetto di Torino. Inoltre, due di questi saranno denunciati per inottemperanza al “foglio di via obbligatorio” dal comune di Giaglione, tra cui una militante catanese e un esponente di Askatasuna. Sono in corso indagini della Digos per individuare anche gli altri responsabili tramite le immagini delle telecamere.
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