[TS] Andrea Agnelli: pugno all'Europa e carezza a Dybala. Su Bonucci: "Ricordiamo chi sposta gli equilibri e non è più qui"
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E’ dal 2012 che il presidente della Juventus lo fa, forte di una creatura ricostruita dalle fondamenta e che anno dopo anno raccoglie successi, applausi e una considerazione che va ben oltre i confini italiani. Perché i 35 scudetti sono lì, pronti ad essere ammirati da tifosi e detrattori, sostenitori e pure coloro che non hanno mai sopportato quell’abbinamento di colori, però non possono esimersi dal battere le mani. Ed è con questo orgoglio smisurato che il primo tifoso juventino ha raccolto tutti, giocatori e giocatrici, dipendenti dentro e fuori dal campo: oltre 700 invitati riuniti allo “Snodo” presso le Ogr di Torino. Una serata speciale, ma non l’ultima della serie. Agnelli, ad ogni occasione, non smette di ricordarlo: l’ultima vittoria non è mai un traguardo definitivo, ma la base verso altri trionfi. E nel discorso fatto in occasione della festa del Natale, il presidente ha toccato vari argomenti. Senza rinunciare a una “steccatina” niente male. Andrea ha convocato sul palco i quattro “conquistatori” dei sei tricolori consecutivi: quattro, perché Chiellini per inderogabili impegni personali non era presente e poi per la prima volta mancava Bonucci. Buffon, Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio accanto al presidente bianconero. Che fa: «Lo dico con grande affetto, c’è anche chi sposta gli equilibri ma non è più qui e bisogna ricordarlo anche a Leo che ha vinto sei scudetti». Altro passaggio determinante: la Champions. Leggete Agnelli: «Abbiamo non uno, ma due sassolini nelle scarpe. Li conosciamo e sappiamo che gli obiettivi e l’orizzonte devono allargarsi. E’ l’Europa, ci teniamo. Quest’anno sappiamo che è un obiettivo, mentre anni fa partivamo con un sogno. Lo coltiviamo, però sappiamo che l’Europa ci ha dato una nostra dimensione. Quello che ha fatto la differenza in questi anni e deve continuare a farlo è il lavoro, il sacrificio, lo spirito di abnegazione. E lo dico a tutti». Le orecchie della Coppa maledetta, forse, sono un po’ meno lontane. C’era anche Paulo Dybala quando Andrea Agnelli, dal palco delle Ogr, ha pronunciato il discorso natalizio di compattezza e ambizione che, in qualche modo, accarezzava anche la Joya. e stuzzicava l’orgoglio dei campioni. Tra i quali non può non comparire il fuoriclasse argentino: un valore aggiunto che, nelle ultime settimane, è mancato a Massimiliano Allegri e, più in generale, alla Juventus in campo. Ma recuperare quella Joya è una delle tre mosse decisive per dare scacco matto alle rivali in campionato nella corsa al titolo d’inverno.
Fonte: Tuttosport
Fonte: La Stampa