Tracce digitali, ecco come cancellarle
È quasi una vita parallela quella che abbiamo sul web e sui social network, una vita fatta di incontri, di relazioni, di attività, di esperienze che puntualmente raccontiamo e documentiamo. Ogni cosa che facciamo in rete lascia una traccia e spesso non è un problema, anzi. Queste testimonianze sono utili per sapere cosa facciamo, per conoscere le nostre competenze, per ritrovare o rinsaldare vecchi e nuovi contatti.
Ma cosa succede se qualcuno parla male di noi online? Se nel web finiscono informazioni non vere, foto e video personali che non dovrebbero essere visti? La questione non riguarda solo la violazione della privacy, c’è anche un tema di reputazione da proteggere e addirittura di vere e proprie attività criminali legate a ricatti ed estorsioni.
«Di questi argomenti se ne parla troppo poco e c’è una scarsa consapevolezza da parte delle persone sui reali rischi che si corrono utilizzando gli strumenti digitali», ci dice Sveva Antonini di Tutela Digitale. «Quando gli utenti si rivolgono a noi, spesso sono smarriti, a volte anche sconvolti, preoccupati per la loro reputazione e bisognosi di essere aiutati a cancellare le tracce digitali che creano dei problemi».
Tutela digitale è un’azienda specializzata proprio nel fornire servizi di controllo e rimozione di testi, articoli, foto e video che sono sfuggiti dal nostro controllo. A rivolgersi alla società bolognese ci sono molti professionisti e imprenditori, medici, avvocati magari finiti in inchieste giudiziarie per le quali o non c’entravano niente o del tutto prosciolti che però hanno ancora il loro nome inserito in articoli e commenti.
Tra i clienti di Tutela digitale però ci sono anche vittime di cyberbullismo, di revenge porn, di ricatti sessuali messi in piedi da professionisti del crimine. Ci sono persino bambini che si rivolgono alla società fondata da Sveva Antonini e Gabriele Gallassi chiedendo che vengano rimosse dal web le foto che li ritraggono postate dai genitori.
«Le tracce che lasciamo online sono davvero tante ma non tutte, per fortuna, sono indelebili», ci dice Gabriele Gallassi. «Il nostro compito è proprio quello di aiutare le persone a eliminare dalla rete i contenuti che non sono più pertinenti o adeguati, ma anche quelli che sono stati usati senza il nostro consenso, a maggior ragione se ledono la reputazione».
«La cosa importante – prosegue Sveva Antonini – è che esistono sia degli strumenti legali, sia degli strumenti digitali per procedere l’eliminazione di questi contenuti e che spesso si possono ottenere buoni risultati in tempi brevi. Se non ci sono particolari problematiche si parla di pochi giorni, nei casi più semplici anche poche ore».
Proprio per rispondere a queste necessità, Tutela Digitale ha sviluppato LinKiller, piattaforma web e applicazione mobile, che permette in modo semplice e veloce, l’eliminazione o la deindicizzazione dalla rete di contenuti ritenuti lesivi e diffamatori. Una volta scaricata l’applicazione, è necessario registrarsi attraverso un sistema veloce e intuitivo, indicare il link indesiderato e monitorare in tempo reale la sua gestione sul web.
Dalla nascita di LinKiller, Tutela Digitale ha risolto numerosi casi con una percentuale di successo che si aggira intorno all’85%. Sono stati rimossi dal web circa 3.500 articoli applicando il diritto all’oblio.
Oltre all’aspetto tecnologico, resta fondamentale quello delle competenze delle persone. I professionisti di Tutela Digitale, legali e gli esperti in ingegneria reputazionale, supervisionano costantemente l’andamento delle attività in atto.
È essenziale però che anche ognuno di noi faccia la propria parte per evitare i pericoli della rete o almeno limitare i danni in caso in cui foto e video non autorizzati, notizie datate che non rispettano più il diritto di cronaca, pagine e profili falsi sui social network, dati riservati, e altri contenuti ledano la nostra persona.
Ecco 6 consigli che possiamo seguire in modo semplice:
1. Usa gli strumenti di alert disponibili in rete per controllare la tua reputazione online (come ad esempio Google Alert)
2. Stai attento a ciò che posti perché lascerà una traccia di te e potrebbe essere visto dal tuo futuro datore di lavoro. Quando lo fai leggi attentamente le condizioni sull’utilizzo immagine che ti vengono postate. In ogni caso non pubblicare foto di minori.
3. Applica i filtri di privacy per singole foto e post che pubblichi (chi li può vedere, gruppi ristretti,…)
4. Proteggi la tua reputazione on-line ricorrendo al Diritto all’Oblio. Google ha messo a disposizione un modulo on line che permette di richiedere direttamente alla società di deindicizzare la notizia.
5. Se incappi in un sexy ricatto e chiedono pagamento non lo fare e rivolgiti senza vergona alle forze dell’ordine.
6. Il sexting è pericoloso. Se decidi di farlo evita di mostrare il tuo volto o particolari riconducibili a te (es. tatuaggi)