I diritti Lgbtqi+ nel mondo
L’omolesbobitransfobia è l’odio verso le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans, spesso sorretto da una collettività. Divide le persone che amano in «normali» e «deviate». Somiglia al razzismo, ma colpisce il sentimento.
Nel mondo l’omosessualità è reato in 68 Paesi. Mentre in Italia si discute della legge Zan contro l’omotransfobia e la misoginia, alziamo lo sguardo oltre i nostri confini e vediamo cosa succede sulla pelle delle persone Lgbtqi+.
*Europa*
Qui in Europa lo spettro dell’omofobia è presente con hate speech e campagne discriminatorie che alimentano la propaganda sovranista. Abbiamo paesi come la Polonia che manca di unioni civili, legge contro l’omotransfobia e addirittura stigmatizza le persone lgbt+ (pensiamo alle lgbt free zones). E Paesi come la Danimarca, il posto dove tutti dovremmo andare, con un’accettazione altissima delle persone Lgbt: riconoscimento legale delle persone trans+, matrimonio egualitario e adozioni. Restano i modelli di accettazione virtuosi come Inghilterra, Francia, Belgio, Portogallo, Spagna.
*Africa*
Porta terrore invece aprire gli occhi su quello che attraversano le persone Lgbtqi+ nel continente africano. In Nigeria la punizione massima nei territori del nord è la morte per lapidazione. Così in Mauritania. In Sudan la legge prevede l’esecuzione capitale attraverso impiccagione, lapidazione o addirittura crocifissione.
*Asia*
In Arabia Saudita è prevista l’esecuzione pubblica per gli uomini sposati colpevoli di sodomia. Yemen e Iran prevedono la pena di morte.
*America*
Grazie a un percorso durato più di 50 anni, negli Stati Uniti d’America il matrimonio egualitario è legale in tutti i 50 stati dal 2015. Vale lo stesso per il Messico e il Canada. L’America latina presenta una situazione frammentata: Perù, Bolivia, Paraguay e Venezuela non riconoscono diritti lgbt.
*Cecenia*
Non possiamo dimenticare quello che avviene in Cecenia. Una vera e propria persecuzione della comunità Lgbt+. Torture e uccisioni, in questo fazzoletto di terra grande come la Calabria.
*Italia*
Il primo riconoscimento giuridico alle coppie Lgbt è arrivato soltanto nel 2016 con le unioni civili, una legge importante che però manca del riconoscimento del figlio della coppia. Quello che servirebbe è una riforma totale dell’adozione per consentire adozione piena anche alle persone single. Sul cambiamento di sesso e di genere possiamo vantare di un primato: la legge 164 del 1982, seconda legge d’Europa che consente l’approdo al genere sentito come proprio. Oggi è una legge antica. Ogni persona dovrebbe poter liberamente determinare il proprio genere senza tribunali e psichiatri, la transessualità non è più una patologia mentale. Manca una legge che contrasti la violenza omotransfobica sia essa fisica o verbale, se ne parla nel nostro paese esattamente da 24 anni. Il ddl Zan, in discussione in Parlamento, vuole inserire l’orientamento sessuale e l’identità di genere all’interno dell’attuale impianto giuridico in materia di reati e discorsi d’odio (legge Mancino) che difende da azioni discriminatorie fondate sulla razza, l’origine etnica o la religione. Estende la normativa già esistente alla protezione della popolazione Lgbt riconoscendo gay, lesbiche e trans come vittime vulnerabili nell’Italia di oggi.
* Cathy La Torre è un’attivista, avvocata e politica italiana.