«Vanity Fair» dedica il nuovo numero alla scuola, alla sua interruzione e alla (difficile) ripresa
Vanity Fair dedica la copertina e il nuovo numero alla scuola e alle criticità che studenti, insegnanti e genitori si trovano a dover affrontare a causa della pandemia. La diffusione del Covid-19 ha infatti portato a una storica e drammatica interruzione della scuola: 1,6 miliardi di studenti senza lezione in 190 Paesi. Solo in Italia, si sono contati 6 mesi senza andare in aula.
«Questi sono i numeri e i dati che ci consegna la pandemia in fatto di istruzione: un panorama duro e difficile che abbiamo il compito, tutti quanti, di affrontare nel migliore dei modi possibili» scrive nel suo editoriale il direttore di Vanity Fair Simone Marchetti. «Analizzando la situazione dentro i confini nazionali, i problemi sono tanti e non riguardano solo l’arrivo dei banchi monoposto o l’utilizzo delle mascherine durante le ore di lezione. Sul fronte dei docenti, è stata consegnata solo una cattedra su tre, quindi all’appello non mancheranno gli alunni ma i maestri. Il 44% di questi ultimi, poi, ha un’età superiore ai 55 anni e rilevare la loro fragilità di salute di fronte al virus sarà un argomento spinoso. C’è poi la questione dei mezzi pubblici, di quando si registreranno i primi casi positivi al Covid negli istituti e di come chiudere le classi o riassegnare gli alunni. E ancora: chi pensa alle madri, alle donne che un’altra volta dovranno fare la parte dello Stato sostituendo le istituzioni e mettendo da parte la propria carriera?».
A tutte queste domande sono dedicate le pagine del numero in edicola da mercoledì 9 settembre. Una raccolta di storie, sogni e progetti di persone che non possono e soprattutto non vogliono rassegnarsi di fronte a queste criticità. Su tutte, la voce della Senatrice a vita Liliana Segre che a Vanity Fair consegna, per questo numero
speciale, una riflessione: «La scuola è la scuola sempre, in pace e in guerra, in salute e in pandemia. A scuola si diventa cittadini. La scuola è metodo, è il principale canale di formazione delle coscienze perché ci insegna a pensare. È anche il primo affaccio alla vita pubblica. Un’occasione irripetibile per chi vuole imparare (e per chi vuole insegnare) ovunque si trovi». C’è poi l’epopea di Angela Sidoti, «l’insegnante sull’aliscafo» che si divide tra la Sicilia, dove abita, e l’Isola di Stromboli, dove insegna – felicemente – da 16 anni ai bambini della scuola elementare; La testimonianza di Anna Pepe, la rapper diventata famosa per il suo brano Bando – 50 milioni di stream nel mondo – e che sta per frequentare il terzo anno di scuola superiore. A Vanity Fair racconta del suo 2020 tra il lockdown e i sogni «frenati» dalla pandemia. Al centro del numero anche le speranze e le delusioni di tantissimi genitori che hanno utilizzato i social per risolvere brillantemente alcuni problemi, in un dialogo serrato con le istituzioni.