Rientro in classe, come si sono organizzate le scuole italiane
Visitando le pagine web delle scuole italiane si trovano in questi giorni decine di appuntamenti. Gli istituti comprensivi con materne, elementari e medie invitato i genitori, in presenza oppure on line. Lo stesso fanno le scuole superiori. Sono le riunioni che i genitori attendono da mesi. È forse proprio la lunga attesa la cosa che ha più dato loro fastidio.
«Ancora non sappiamo molto su come sarà veramente. So solo che i banchi di cui avevano bisogno non arriveranno per il 14 e a causa di questo i bambini potranno riprendere il tempo pieno forse dal 4 ottobre. Allucinante», racconta una mamma toscana.
La questione dei banchi in ritardo è male comune. Per i bambini della scuola elementare è la mensa l’altro grosso problema, anche nei plessi più organizzati, che sembrano essere molti. Organizzazione non vuol dire però ritorno alla scuola di prima. Nulla è come prima. La condivisione dei materiali, comune in molte scuole, non ci sarà più. Non possono tornare i progetti di scuola senza zaino, come per i più grandi non ci sono gli scambi culturali.
Per la maggior parte delle scuole elementari e di molte medie il cambiamento sta soprattutto negli orari. All’Istituto Comprensivo di San Giorgio di Piano, nel bolognese, con scuola secondaria di primo grado e primaria, l’ingresso per i grandi è anticipato alle 7.50 e tutti entrano scaglionati fino allo 8 e 30. Lo stesso per le uscite.
L’istituto comprensivo Compagni Carducci a Firenze fa entrare e uscire le classi dalla prima alla quinta delle elementari in un arco di dieci minuti fra le 8 e 20 e le 8 e 30 e dalle 16 e 20 alle 16 e 30. Sono tre gli ingressi alla scuola. Mensa su tre turni. Sono rimasti gli spazi di biblioteca, palestra e laboratori. Due ingressi e scaglionamenti orari di entrata e uscita per le medie. Sono già pubblicati sul sito anche i piani in caso di ricorso alla didattica a distanza: 10 ore settimanali per le prime elementari, 15 per le altre classi.
Se per i piccoli la presenza in aula sembra per lo più garantita, per i grandi no. Molte scuole superiori hanno problemi di spazio e questo porta alla turnazione degli alunni e alla didattica a distanza. Al Volta di Milano non tutti gli studenti della classe troveranno posto in aula. «Alcuni resteranno periodicamente a casa, a turno, per uno o eccezionalmente due giorni, questi studenti saranno ovviamente considerati “presenti fuori aula” e avranno del lavoro assegnato da parte dei docenti» si legge sul sito. Vale per le classi del triennio, non per quelle del biennio.
C’è anche un’alternanza di classi. Ogni giorno ne restano a casa quattro del biennio, due prime e due seconde, e quattro o cinque classi del triennio. Nei giorni in cui non saranno a scuola queste classi svolgeranno didattica a distanza in sincrono sulla piattaforma Meet, secondo l’orario di lezione previsto per quel giorno. Le ore, qui come altrove, diventano di 50 minuti. Ci sono ingressi scaglionati e intervalli distanziati, possibilità di svolgere le ore di scienze motorie nel primo pomeriggio, anche all’esterno dell’Istituto.
Orari e cancelli di ingresso differenziati per biennio e triennio al classico Zucchi di Monza. Anche qui gli intervalli sfalsati e ore da 50 o 55 minuti. I laboratori restano con prenotazione. Già stabilita anche la dad in caso di lockdown: 4 ore giornaliere di lezione per 6 giorni. Nel piano della scuola c’è anche la possibilità di alternanze settimanali in presenza e a distanza.
C’è chi è andato alla ricerca di spazio. A Bologna si stanno creando 70 aule nei padiglioni della Fiera. Per orientarsi nei 10mila metri quadrati ci sono anche i nomi delle strade: una via intitolata a George Floyd, una ai migranti del Mediterraneo, una per Li Wenliang, il medico cinese primo a dare l’allarme sul coronavirus. Qui faranno scuola 1600 studenti dei licei Minghetti e Sabin e del professionale Sirani (un colore per ogni scuola per distinguere i percorsi). Ci sono tre ingressi e le pareti per dividere le classi. Mancano metà dei banchi e non sono stati allestiti tutti i bagni.
C’è anche chi è già tornato in aula. L’Istituto Zaccagnini, scuola per Ottici e Optometristi, con più sedi in Italia, ha ripreso i laboratori in presenza durante l’estate. Per l’anno scolastico ha la didattica mista, termoscanner all’interno delle scuole, tecnologie che sanificano l’aria. Le immagini sono nella gallery in alto.